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Implicazioni della Teoria dell’Inflazione per le Visite Extraterrestri
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Implicazioni
della Teoria dell’Inflazione per le Visite Extraterrestri
J.DEARDOFF-(1) B.
HAISCH-(2)

B.MACCABEE(3)
H.E.PUTHOFF(4)
1) 1689
S.W.Knollbrook Pl., Corvallis, Oregon 97333, Stati Uniti.
2) National Aviation Reporting
center on Anomalous Phenomena (NARCAP),
Post Office Box, 1535, Vellejo, California, Stati Uniti
3) Fund for UFO Research, Post
Office Box 277. Mt Rainer, Maryland, 20712, Stati Uniti
4) Institute for Advanced Studies
at Austin, 4030 W. Braker Ln., Suite 300, Austin, Texas 78759,
Stati Uniti.
E-mail: puthoff@earthtech.org
______________________________________________________________________
Tradotto dall’inglese
da Lavinia Pallotta ( Sentinel Italia - gruppo Camelot
)
su autorizzazione della
British Interplanetary
Society e del Dr.
B. Haisch 
______________________________________________________________________
Recentemente
si è sostenuto che il ragionamento antropico applicato alla
Teoria dell’Inflazione rafforzi la previsione secondo la quale
dovremmo fa parte di una vasta civiltà galattica, rafforzando
così il paradosso di Fermi “Dove sono tutti?”.
Inoltre, la teoria delle superstringhe e della M-brane ammette la
possibilità di universi paralleli, alcuni dei quali, in linea
di principio, potrebbero essere abitati. In aggiunta, discussioni
riguardo ad un concetto così esotico di trasporto come “wormhole
attraversabili” ora le si trovano nella rigorosa letteratura
di fisica. Di conseguenza, la soluzione al paradosso di Fermi “siamo
soli”, basata sui limiti delle opinioni dell’inizio XX
secolo, appare oggi in contrasto con i nuovi sviluppi delle migliori
teorie di fisica e astrofisica. Per tanto riesaminiamo e rivalutiamo
l’attuale ipotesi secondo cui gli extraterrestri o le loro sonde
non si trovano in prossimità della Terra e ipotizziamo invece
che potrebbero essere trovate alcune prove della loro presenza, in
determinati rapporti UFO di alta qualità. Questo studio approfondisce
l’ipotesi precedente secondo cui: (1) il viaggio interstellare
da parte di civiltà avanzate non esula a priori dai principi
della fisica e, quindi, potrebbe essere fattibile, e (2) che tali
avanzate civiltà potrebbero preferire la ricerca della conoscenza
da specie incontaminate piuttosto che una comunicazione diretta tra
specie, e di conseguenza scegliere un apparente occultamento della
loro presenza.
[Questo
articolo è stato pubblicato dal Journal of the British Interplanetary
Society, vol. 58, pp.43-50, 2005 – vedere il sito: http://www.bis-spaceflight.com
e per la versione originale: http://www.ufoskeptic.com]
_______________________________________________________________________
La
Sentinel Italia ringrazia la British Interplanetary Society e
il Dr. B. Haisch per aver acconsentito alla traduzione del testo e
alla sua pubblicazione.
Da
non perdere assolutamente anche il commento
di Massimo Teodorani all'articolo in oggetto.

Introduzione
alla lettura di Carlo Sabadin ( Sentinel Italia - gruppo
Camelot )
SUPERARE
IL “PARADOSSO DI FERMI”? RISPOSTA AFFERMATIVA.
Secondo
Charles Caleb Colton “ l'imitazione è la più
sincera forma di adulazione” e, non stupisce affatto,
vedere nelle più disparate “discariche ufologiche
virtuali” un sempre maggiore ricorso a tale “pratica”
con risultati decisamente deludenti… Ma sappiamo bene
che lo “stile” non può essere auto-imposto
e, d’altra parte, per taluni soggetti non esistono –oggettivamente-
differenti mezzi per poter ottenere una qualche “parvenza”
di visibilità (peraltro… assolutamente effimera…
come tutto ciò che “producono”). Quando
però lasciamo gli spazi del più inutile e patetico
folklore ufologico ed entriamo nell’Ufologia “vera”,
il discorso si fa molto serio. Dannatamente serio. In questo
ambito contano, esclusivamente, i fatti e i risultati raggiunti.
Uno dei più importanti “frutti” raccolti
dall’Ufologia “Vera”, in questi ultimi tempi,
è ottimamente rappresentato dalla traduzione che andrete
a leggere. E non tanto per l’ineccepibile lavoro svolto
da Lavinia Pallotta (www.fondazionesentinel.org ; Gruppo Camelot)…
a questo ci siamo abituati ma, soprattutto, perché
la British
Interplanetary Society (una delle più prestigiose
riviste “scientifiche” in circolazione”…
davvero “scientifiche”!) e il Dr. B. Haisch hanno
acconsentito alla traduzione del testo e alla sua pubblicazione
su siti… anche ufologici. I nostri. Non mi risulta esistano
altri precedenti in tal senso e il risultato è assolutamente
molto chiaro. Ecco perché vi consiglio, caldamente,
la lettura del testo in oggetto dove, serissimi scienziati
dotati di un curriculum ineccepibile, affrontano e “smontano”
uno degli ultimi baluardi a difesa delle posizioni più
scettiche: il paradosso di Fermi. E’ indiscutibile come,
all’interno del mondo scientifico, si stia imponendo
(grazie, “in primis”, al lavoro di Massimo
Teodorani) un nuovo corso e stia nascendo un vero accordo
intersoggettivo su queste tematiche.
Eh
sì. I tempi stanno cambiando anzi… sono già
cambiati.
Buona
lettura
Carlo
Sabadin
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Implicazioni
della Teoria dell’Inflazione per le Visite Extraterrestri
1.
Introduzione
La
domanda sempre ricorrente sul perché sembra che la Terra
non sia stata visitata da extraterrestri (ET) ha dato vita a numerose
discussioni sul tema del “Paradosso di Fermi”.
Il problema nacque come battuta di Enrico Fermi ai suoi colleghi
dopo pranzo, un giorno del 1950 a Los Alamos. Se ipotizziamo l’esistenza
di solo un’altra o molte civiltà aliene nella Via
Lattea della nostra galassia, e se ipotizziamo la colonizzazione
che implica il viaggio interstellare vicino alla velocità
della luce o molto meno, il modello di diffusione prevede la colonizzazione
o almeno la visita di tutti i pianeti abitabili della galassia
nella scala temporale di decine milioni di anni, molto meno rispetto
agli approssimativi 13 x 109 anni di età della galassia
stessa. Da qui il paradosso: dove sono tutti [1]?
Possibilità teoriche sconosciute a Fermi, oggi rendono
persino più forte il paradosso. Ora si può congetturare
razionalmente riguardo le prospettive presentate dagli universi
paralleli a membrana [ovvero la “teoria M-brane”,
2]. Pertanto, se l’esistenza di un universo multi-dimensionale
come si deduce dalle teorie delle superstringhe e della M-brane
è corretta, potrebbero esserci universi abitati a minuscole
distanze ortogonali dal nostro. Inoltre, il ragionamento antropico
è stato recentemente applicato alla teoria dell’inflazione,
per arrivare ancora una volta alla conclusione che dovremmo trovarci
all’interno di una più vasta civiltà galattica
[3]. Mentre una volta, la soluzione
al paradosso di Fermi “Siamo soli” era l’unica
apparentemente valida, oggi risulta incompatibile con l’assunto
dell’auto-campionamento casuale e dell’universo infinito,
coerente con la teoria dell’inflazione. Ci troviamo così
nella curiosa posizione per cui l’attuale teoria cosmologica
prevede che si dovrebbe avere esperienza di visite extraterrestri.
Allo stesso tempo, le attuali fisica e astrofisica suggeriscono
che tali visite possano non essere impossibili come si credeva.
2. Recenti Progressi Scientifici
In
recenti scoperte astronomiche, sono stati catalogati oltre 100
esopianeti, con la sensibilità di localizzazione ora aumentata
al punto che, ad esempio, un pianeta delle dimensioni di Giove
si è dedotto si trovasse in un’orbita simile a quella
di Giove, attorno ad una stella simile al Sole
[4]. Nel campo dell’esobiologia, molte recenti attività
suggeriscono che alcuni degli elementi fondamentali per la vita
possano avere origine nello spazio come anche essere trasportati
dai meteoriti [5-6]. La possibilità
di una diffusa panspermia ha ricevuto nuovo impeto [7-8].
Tali studi e scoperte rendono plausibile l’ipotesi che ci
sia vita intelligente altrove, nell’universo. Questo, naturalmente,
è il postulato fondamentale formulato dai sostenitori del
SETI, Search For Extraterrestrial Intelligence, che usa mezzi
di localizzazione ottici o a microonde.
L’ipotesi extraterrestre (ETH), secondo la quale la vita
intelligente proveniente da “altrove” nell’universo
potrebbe stare facendo visita alla Terra, è diventata meno
inverosimile attraverso la tesi secondi cui il limite della velocità
della luce – “loro non possono giungere fin qui da
là” – non è così limitante come
ipotizzato in precedenza. Questo limite vede la propria origine
nella teoria speciale della relatività, che non mettiamo
in discussione. Ad ogni modo, nel contesto della relatività
generale (GR) ci sono tre approcci che potrebbero permettere di
by-passare legittimamente tale limite, data una conoscenza sufficientemente
avanzata (forse di milioni di anni) di fisica e tecnologia.
Un approccio diffuso da Thorne e Sagan riguarda la possibilità
di wormhole, o cunicoli cosmici, una specie di scorciatoia attraverso
la metrica dello spazio-tempo [9].
Usando la GR standard come base, sono stati ricavati e pubblicati
nella letteratura scientifica alcuni requisiti matematici per
wormhole attraversabili e sembra ci sia la possibilità
di progettare una metrica wormhole, almeno in linea di principio
[10].

Un secondo, più
recente approccio, pubblicato nella letteratura sulla GR, è
stato denominato la “Warp Drive di Alcubierre” [11-12].
A differenza del limite della velocità della luce nello
spazio, non c’è limite alla velocità alla
quale lo spazio può espandersi. Più veloce della
luce [FTL] il movimento relativo fa parte della teoria dell’inflazione
e, presumibilmente, l’universo al di là della distanza
Hubble si sta allontanando da noi più veloce di c. Si è
visto che un’astronave contenuta in un volume di spazio
Minkowski potrebbe, in teoria, fare uso di espansione FTL dello
spazio-tempo retrostante e una simile contrazione antistante,
con il superamento dell’inconveniente della dilatazione
temporale e di impreviste accelerazioni. Un simile approccio implica
la costruzione di un “tubo di Krasnikov” [13]
per collegare spazialmente luoghi remoti. Naturalmente, sarebbe
necessaria, in entrambi i casi, la cosiddetta materia esotica.
Se la GR fosse da reinterpretare in termini di un vacuum polarizzabile,
come inizialmente proposto da Dicke [14],
questo aprirebbe la possibilità a un diverso tipo di ingegneria
metrica in cui le proprietà dielettriche del vacuum potrebbero
venire alterate in modo tale da aumentare la velocità della
propagazione locale della luce. In effetti si starebbe creando
un indice locale di rifrazione inferiore all’unità
[15].
In ultimo, c’è la possibilità teorica di fare
uso delle dimensionalità supplementari della teoria delle
superstringhe e M-brane, per trasferirsi in universi paralleli,
dove il limite della velocità della luce potrebbe essere
piuttosto diverso, e rientrare nel nostro universo, nel luogo
desiderato. Questa è di gran lunga la possibilità
più speculativa.
Chiaramente, quando si raggiunge la progettazione di soluzioni
warp drive o wormhole, emergono ostacoli apparentemente insormontabili,
come insostenibili necessità energetiche [16]
o il bisogno di materia esotica [17].
Così, per avere successo, si dovrà contare su qualche
ancora imprevisto progresso, sul quale possiamo solo speculare,
come una tecnologia capace di unificare fluttuazioni del vacuum
altrimenti casuali [18]. Ciononostante,
la possibilità di viaggi interstellari a tempo ridotto,
da parte di civiltà extraterrestri (ET) avanzate non è,
come potrebbe sostenere qualche ingenua considerazione, fondamentalmente
esclusa dai principi di fisica attualmente conosciuti. La conoscenza
ET dell’universo fisico potrebbe comprendere nuovi principi
che permetterebbero qualche forma di viaggio FTL. Questa possibilità
deve essere presa sul serio, poiché l’età
media delle stelle adatte nella “zona abitabile della galassia”,
nella quale anche la Terra è situata, si è scoperto
essere circa 109 anni maggiore del sole
[19], suggerendo la possibilità di civiltà
estremamente avanzate oltre alla nostra.

Ci sono altre ragioni per cui la soluzione al paradosso di Fermi
“Siamo soli” forse dovrebbe essere messa da parte
a favore della ETH. Una soluzione che si preferiva, in precedenza,
secondo la quale la biogenesi è un evento estremamente
raro in concomitanza sia con la panspermia che il viaggio interstellare
impraticabile [1], è ora scarsamente
plausibile alla luce delle considerazioni cosmologiche già
discusse. La ETH sembra essere la soluzione rimasta più
proponibile, là dove “ET” viene interpretato
in senso generale di non-terrestre, che possa comprendere realtà
extradimensionali, come nella teoria delle superstringhe e del
M-brane. Date la scienza e la tecnologia ET estremamente avanzate,
che ci si aspetta in civiltà considerevolmente più
antiche, assieme ai molti rapporti d’osservazioni sin dalla
Seconda Guerra Mondiale, di tecnologie altamente avanzate che
sembrano operare a piacere nei cieli terrestri, è logico
cercare prove di visite ET in almeno una frazione degli attuali
rapporti inspiegabili a cui si fa comunemente riferimento come
“avvistamenti UFO”. Potrebbe derivare riluttanza a
farlo, dal nostro fallimento nel renderci conto che sono state
fatte osservazioni di visite ET “genuine”. Questo
approccio, che seguiamo qui, esplora la possibilità che
“apparteniamo effettivamente ad una grande civiltà,
ma ne siamo inconsapevoli” [3].
3. La Risposta dell’Aeronautica
Militare (1947-1969)
Rapporti
di oggetti sconosciuti nei cieli, che parevano qualche tipo di
velivolo e che si esibivano in manovre straordinarie, vennero
resi pubblici, per la prima volta, nel 1947. Il primo avvistamento
di dominio pubblico si verificò il 24 giugno di quell’anno,
dopodiché si
verificarono molte centinaia di avvistamenti nei mesi seguenti.
Il fenomeno continua tuttora [20-24].
Da principio l’aeronautica militare USA raccolse i resoconti
degli avvistamenti per analizzarli nell’operazione Project
Sign (1948-1949). A questo seguirono il Project Grudge (1949-1952)
e il Project Blue Book (1952-1969) [20,25].
Un 20 % degli avvistamenti del Project Blue Book, dal 1953 al
1965 restò inspiegato, se viene inclusa la loro categoria
“dati insufficienti” [22].
Il Battelle Memorial Institute (BMI; Colombo, Ohio) ha scoperto
nel suo studio di 3.201 rapporti dal 1947 al 1952, che la percentuale
di unknown [sconosciuti, nda] (avvistamenti inspiegabili) aumentava
con l’aumentare della qualità delle informazioni
sull’avvistamento e l’affidabilità degli osservatori
[21]. Una percentuale sorprendentemente alta, il 30% degli
avvistamenti civili e un ancor più sorprendente 38% degli
avvistamenti militari, valutati di eccellente qualità,
venne catalogato come sconosciuto. D’altra parte, solo il
15% circa degli avvistamenti civili e il 20% di quelli militari,
valutati scadenti, era unknown. L’aumentare nella percentuale
di sconosciuti con l’aumentare della qualità dei
resoconti è un risultato inaspettato se gli avvistamenti
fossero tutti spiegabili come errori (errori di corretta identificazione
del fenomeno avvistato) sia da parte dell’osservatore/i
o
da parte degli scienziati che hanno analizzato gli avvistamenti.
In questa raccolta di 3.201 avvistamenti nessuno è stato
classificato come bufala e solo l’1,5% è stato classificato
come causato da effetti psicologici. Questo risultato, scoperto
nello studio del BMI durato diversi anni, confuta l’affermazione,
fatta nel Condon Report [22] secondo
la quale i rapporti UFO provengono da “individui meno informati”
che “non sono necessariamente affidabili”. Vale la
pena di notare che Condon ebbe accesso ai risultati dello studio
del BMI, ma non si fa alcun riferimento ad esso nel Condon Report.
Il Project Blue Book terminò nel 1969 con il Condon Report,
promosso dal governo [22]. Nella
sezione di apertura del Report, il suo direttore concluse che,
dopo anni d’indagine, l’aeronautica statunitense non
aveva trovato niente di realmente nuovo – nulla che supportasse
ipotesi di una nuova fisica o l’ETH – e ulteriori
indagini non avrebbero probabilmente trovato niente di veramente
nuovo nel futuro. Il Report consigliava che l’aeronautica
terminasse il suo progetto d’indagine, cosa che fece alla
fine del 1969.
4.
Il Condon Report (1968)
Verso
la fine degli anni ’60, l’aeronautica statunitense
stipulò un contratto con l’Università del
Colorado per intraprendere uno studio scientifico delle prove
concernenti il fenomeno UFO. Il direttore del progetto fu il Prof.
Edward U. Condon, fisico rinomato ed influente
che non fece segreto della sua opinione, sin dall’inizio,
secondo la quale nessuna prova significativa di visite extraterrestri
fosse passibile di risultato. Lo studio fu relativamente breve
(2 anni) ed ebbe un budget notevolmente basso (app. $500 K) per
un serio studio scientifico. Quando venne divulgato il Condon
Report, nel 1968, la comunità scientifica americana accettò
le sue conclusioni apparentemente negative, riguardo le prove
di visite extraterrestri, in modo generalmente acritico e, per
alcuni versi, persino in modo entusiasta, poiché offriva
una fine ad una situazione problematica. Seguì un avvallo
al Report da parte della National Academy of Sciences, in seguito
ad un insolitamente rapido riesame e l’aeronautica usò
prontamente il Report come giustificazione per terminare ogni
ulteriore coinvolgimento pubblico a riguardo.
La conclusione negativa del Report è, comunque, più
apparente che reale, perché c’è una sostanziale
discrepanza tra la conclusione nel “Summary of the Study”
scritto da Condon singolarmente, e la conclusione che si può
ragionevolmente trarre dalle prove presentate nel corpo principale
del Report. Tale dicotomia fu possibile perché lo studio
era un progetto sul quale Condon, il direttore, aveva l’unica
autorità; non era il lavoro di un comitato i cui membri
avrebbero dovuto raggiungere una qualche conclusione comune. Un’analisi
del Condon Report fatta da Sturrock [26]
descrive dettagliatamente i molti contrasti tra lo sprezzante
sommario di Condon e i dati reali.
Dato il migliaio di pagine di lunghezza del Report, si può
tranquillamente ipotizzare che ben pochi nella comunità
scientifica avrebbero sacrificato il tempo necessario per leggere
l’intero documento. L’impatto del Report fu, così,
prevalentemente dovuto ad una speculazione da parte di Condon,
sulla propria prestigiosa reputazione scientifica per far accettare
le sue opinioni come rappresentanti l’apparente risultato
di un’indagine scientifica. In verità, come documenta
Sturrock, Condon non prese parte alle indagini e manifestò
la conclusione che intendeva trarre, ben prima che i dati fossero
opportunamente esaminati, un approccio tutt’altro che scientifico.
La parte del Condon Report contenente le analisi degli avvistamenti,
non conferma il “Summary of the Study” scritto da
Condon [26]. Molti degli eventi presentati
nella sezione Casi Studiati, rientrano nella categoria “non
identificati” di UFO, per la quale la definizione del Report
fu, in sostanza: “Uno sconcertante stimolo per il rapporto
di qualcosa visto nel cielo o atterrato al suolo che non è
stato possibile identificare come di origine naturale”.
In un dettagliato riesame di questo Report, comunque, veniva indicato
che l’ ‘intero corpo del rapporto, gran parte della
sua “farcitura scientifica”, non poteva essere condivisa
da nessuno che lo studiasse approfonditamente, poiché esamina
solo una minima parte dei rapporti UFO
veramente sconcertanti, e la sua argomentazione scientifica è
spesso insoddisfacente. Dei circa novanta casi che affronta specificamente,
se ne riscontrano “non identificati” più di
trenta’ [27]. Quattro di questi,
rianalizzati e riportati in dettaglio al AAAS Symposium del 1996,
mostrarono come non sia stato scientifico l’esame del Condon
Report a riguardo; la rianalisi è tuttora inconfutata.
Pertanto non possiamo trovarci d’accordo con l’affermazione
del Condon Report secondo cui il fenomeno non fornisce nuovi spunti
d’indagine per la scienza, dato che molti avvistamenti vennero
lasciati inspiegati. Inoltre, in molti dei casi che il Report
affermò di aver identificato, tale risultato fu raggiunto
meramente supponendo che i testimoni avessero visto qualcosa di
diverso nel dettaglio rispetto a ciò che avevano riportato.
E ancora, un comitato del American Institute of Aeronautics and
Astronautics, nel 1971, trovò “difficile ignorare
il piccolo residuo di casi ben documentati ma inspiegabili che
costituisce il nocciolo duro della controversia UFO” [28].
E’ evidente che il Condon Report venne lasciato in uno stato
insoddisfacente [20, 24-26, 29-30].
La conclusione principale del gruppo Condon eluse la questione
fondamentale, il fallimento nello spiegare ogni avvistamento,
sostenendo: “La prova presentata riguardo gli oggetti volanti
non identificati non fornisce indizi che tali fenomeni costituiscano
una diretta minaccia fisica alla sicurezza nazionale” [22].
Questo, comunque, non è in contrasto con una parte di rapporti
inspiegati che rappresenta attuali visite ET.
5. E’ Necessaria una Ri-Valutazione
del Fenomeno
5.1
Avvistamenti dal Condon Report in Poi.
L’incongruenza stessa del Condon Report, assieme al rafforzamento
del paradosso di Fermi grazie ai recenti sviluppi in cosmologia,
fisica, astronomia e astrobiologia, non sono altro che due motivi
per rivalutare il fenomeno UFO. Un altro motivo è che gli
avvistamenti rilevanti non cessarono con la pubblicazione del
Condon Report nel 1969. Molti avvistamenti dettagliati da allora
si sono resi disponibili per analisi. Gli scienziati non dovrebbero
sentirsi riluttanti a studiarli poiché il sommario esecutivo
del Report affermò che “qualsiasi scienziato con
adeguata formazione professionale e credenziali, che avanzasse
un progetto di studio di rapporti UFO ben specifico e delineato,
dovrebbe essere sostenuto”.
Un esempio di avvistamenti meritevoli di studio sono quelli verificatesi
il 31 dicembre 1978, oltre le coste nord-orientali del South Island,
Nuova Zelanda. Vennero coinvolti numerosi canali d’informazione
registrati su nastro e pellicola durante gli avvistamenti, relativi
rilevamenti visivi, radar aerei e al suolo e fenomeni luminosi
ripresi su pellicole a colori così come resoconti di 8
testimoni coinvolti. Analisi dei dati registrati e delle testimonianze,
indicano che gli oggetti sconosciuti emananti luce intensa furono
rilevati dai radar, filmati e si muovevano, apparentemente, in
conseguenza dei movimenti dell’aeroplano che trasportava
i testimoni. Gli avvistamenti hanno sfidato qualsiasi spiegazione
ordinaria [31-32].
Alcune indagini di avvistamenti inspiegabili sono state promosse
dai governi fuori gli Stati Uniti. Fin dal 1977 la French Space
Agency ha intrapreso un’indagine ufficiale su rapporti UFO
con il progetto GEPAN, chiamato in seguito SEPRA. Nell’ondata
di avvistamenti in Belgio del 1989-90, civili e ufficiali militari
cooperarono nella condivisione dei testimoni oculari, dati radar
e immagini video di velivoli a forma triangolare.
5.2 Informazioni Negate Ora Disponibili
I ricercatori del Condon non avevano completo accesso alle informazioni
e alle analisi compilate precedentemente dal US Air Force Office
of Intelligence (AFOIN) o a tutte le informazioni raccolte dal
Project Blue Book. Molte di queste informazioni sono state divulgate
negli anni a partire dal 1968. Il rilascio d’informazioni
si è verificato su cinque fronti. Primo, l’aeronautica
USA ha divulgato i files completi del Project Blue Book nel 1975.
Tale divulgazione includeva i files precedentemente irreperibili
del Air Force Office of Special Investigation (AFOSI). Secondo,
il Freedom of Information Act degli Stati Uniti, che entrò
in vigore a metà degli anni’70, portò al rilascio
di importanti informazioni da altre agenzie (Federal Bureau of
Investigation: FBI, nel 1977; Central Intelligence Agency: CIA,
nel 1978, ecc…) sebbene spesso in forma censurata [23-24].
Una terza nuova fonte d’informazioni è la raccolta
di rapporti e analisi precedentemente negati, intrapresa dal AFOIN
verso la fine degli anni ’40 e i primi anni’50. Questa
informazioni sono state divulgate negli ultimi 20 anni come
conseguenza di richieste standard di declassificazione di vecchi
documenti. Mostra che l’intelligence dell’aeronautica
aveva concluso in forma privata, che il 5% degli avvistamenti
era inspiegabile, sebbene si trattasse di resoconti apparentemente
precisi, fatti da osservatori credibili, contraddicendo così
l’affermazione pubblica dell’aeronautica secondo la
quale tutti gli avvistamenti potevano essere spiegati. Il documento
fornisce una spiegazione del perché l’intelligence
dell’aeronautica disse all’FBI, nell’ agosto
e di nuovo nell’ ottobre del 1952, che alcuni alti ufficiali
dell’aeronautica stavano prendendo in seria considerazione
la spiegazione “interplanetaria” [33].
Quarto, governi di stati fuori dagli USA, negli ultimi 25 anni,
hanno divulgato importanti informazioni raccolte dalle forze armate
e dalla polizia. Non soltanto il governo francese ha rilasciato
documenti di avvistamenti attraverso il GEPAN e il SEPRA, ma anche
il Ministero della Difesa dell’Inghilterra ha recentemente
rilasciato diversi documenti. Anche
i governi della Spagna e del Canada hanno divulgato documenti
negli anni’70 e’80. Inoltre, alcuni governi, oltre
a quello francese, hanno gruppi ufficiali d’indagine sull’argomento.
Nel 1997, in seguito ad avvistamenti civili e militari, durante
gli anni precedenti, l’aeronautica militare cilena costituì
il Comitato per lo Studio dei Fenomeni Anomali (acronimo, CEFAA,
in spagnolo) diretto da un ex generale dell’aeronautica,
con sede generale nella Scuola Tecnica dell’Aeronautica
di Santiago. Uno di noi (Maccabee) fu invitato in Cile nel 1999
a tenere una conferenza ad un simposio sponsorizzato dal CEFAA,
per parlare degli avvistamenti. L’aeronautica peruviana
costituì un gruppo simile nel 2001. Anche Brasile e Uruguay
hanno gruppi d’indagine simili.
Una quinta, nuova fonte d’informazioni non reperibili o
utilizzate dal gruppo Condon è costituita dai molti testimoni
degli eventi nelle decadi 1940-1960 che hanno lavorato per il
governo o l’esercito e dopo aver raggiunto l’età
del pensionamento, si sono presentati per divulgare la loro conoscenza
di prima-mano [34]. Hanno sentito
che fosse più importante per i cittadini sapere cosa stava
succedendo piuttosto che continuare ad obbedire alle istruzioni
di mantenere il silenzio a riguardo. Una riluttanza a riportare
casi UFO sorse a causa di una ridicolizzazione che, sin dagli
anni’50 è stata attuata nei confronti dell’argomento.
In parte è stata indotta dal gruppo Robertson della CIA
del 1953, che sollecitava un programma di debunking contro la
realtà del fenomeno [20, 22-23].
Il debunking è molto spesso implementato dall’autorità
di una figura che sostiene, a volontà e senza intervistare
i testimoni, che qualsiasi cosa venga osservata e riportata come
straordinaria sia invece un errore d’identificazione o qualcosa
di ordinario. Questo è svilente per i testimoni sinceri,
credibili. I maggiori notiziari riportavano subito frasi sarcastiche
come “omini verdi” e “appassionati di UFO”,
poi gradualmente si disinteressavano all’argomento -
cronisti, editori e proprietari d’aziende temono il ridicolo,
giusto o ingiusto che sia, tanto quanto lo fanno politici e scienziati.
Il rifiuto dell’aeronautica USA, negli anni’50 e ’60
di divulgare i dati degli avvistamenti che aveva raccolto, si
aggiunse solo al problema, dal momento che le prove raccolte dal
governo non erano disponibili per supportare i testimoni
[33].
Il primo direttore della CIA valutò la situazione, nel
1960, come segue: “Dietro le quinte, ufficiali di alto grado
dell’aeronautica sono ragionevolmente preoccupati riguardo
agli UFO. Ma, attraverso il segreto ufficiale e il ridicolo, a
molti cittadini viene fatto credere che gli oggetti volanti sconosciuti
siano sciocchezze…per nascondere i fatti, l’aeronautica
ha zittito il suo personale” [35].
Anche il Condon Report si aggiunse alla questione, dal momento
che dimostrò che gli uomini di scienza potevano semplicemente
affermare che i testimoni fossero in errore o disonesti, ed essere
creduti dalla gran parte dei loro colleghi, sebbene non avessero
prove a sostegno di tali affermazioni. Questo provocò,
di conseguenza, una maggiore riluttanza da parte dei testimoni
a rivelarsi. Ne consegue che “i testimoni UFO più
credibili sono spesso quelli più restii a presentarsi con
un resoconto del caso di cui sono stati testimoni” [27].
Questo fattore del ridicolo ha impedito a molto seri ricercatori
persino di tentare di riportare le proprie scoperte sulle riviste
preferite dalla maggior parte degli scienziati. Di conseguenza,
una delle esortazioni fatta dal moderatore di un gruppo di scienziati,
nel 1997, è che gli editori delle riviste cambino la loro
politica di rifiuto nel prendere persino in seria considerazione
articoli relativi al fenomeno UFO, in modo che tale difficoltà
possa diminuire [36].
6. Ipotizzando una Strategia ET
Se ammettiamo che almeno alcuni avvistamenti inspiegabili possano
essere manifestazioni d’intelligenze extraterrestri, c’è
anche un’altra ragione per una rivalutazione: un crescente
riconoscimento, negli ultimi due decenni, che una gran parte del
comportamento manifestato possa essere visto come piuttosto razionale.
L’argomento riguardo il comportamento ET ha suscitato molti
dibattiti con il SETI, nelle ultime tre decadi. Il SETI ha avanzato
l’ipotesi che il paradosso di Fermi possa essere superato
attraverso una continua e incrementata ricerca nel cielo di segnali
elettromagnetici che indichino comunicazioni ET [37].
Sono state avanzate diverse possibili ragioni per il mancato successo
sino ad oggi [1, 37-38].
Sin dagli anni ’70 anche i sostenitori di una celata presenza
ET nelle vicinanze, hanno avanzato le loro ipotesi o scenari.
Essi rifiutano come improbabile l’ipotesi che gli ET che
viaggiano nello spazio siano governati dai più malvagi
ed aggressivi della loro specie – un’ipotesi la cui
conseguenza sarebbe che non sopravviveremmo come una civiltà
in libero sviluppo in una galassia completamente colonizzata ed
esplorata. Gli ottimisti del contatto, invece, ipotizzano che
molti gruppi avanzati di ET siano, almeno, etici quanto noi, ancora
preoccupati della loro sicurezza ed incolumità. La motivazione
degli ET per il viaggio spaziale potrebbe essere l’aumento
delle loro conoscenze attraverso l’esplorazione dello spazio
piuttosto che la colonizzazione e la ricerca di dominio [39].
Quest’ipotesi è stata formulata relativamente al
perché simili ET pur essendo consapevoli della nostra presenza
non ci abbiano ancora contattato apertamente. Tra queste ci sono
le ipotesi dello zoo, dell’asilo, della quarantena e dell’embargo
[1,38,40-42]. La maggior parte presuppone
che gli ET coinvolti ci abbiano osservato di frequente in “semi-segreto”
e abbiano concluso che non siamo ancora né abbastanza maturi
per un contatto aperto, né preparati a questo, perché
ogni contatto palese e inaspettato potrebbe causare chaos sociale
e crollo di governi. Viene anche postulato che l’interferenza
ET con la nostra società ne arresterebbe prematuramente
il continuo sviluppo, se dovesse verificarsi prima che le nostre
conoscenze fossero progredite al punto da permetterci di capire
da dove gli alieni potrebbero provenire e quanto potrebbe essere
il loro vantaggio rispetto a noi [39].

Una seria incongruenza in questo ragionamento, comunque, è
che il mantenere una totale segretezza ET nei confronti della
Terra e del sistema solare porterebbe comunque al chaos sociale
nel momento in cui la segretezza o l’embargo fossero finalmente
tolti, amenoché gli ET portassero avanti un programma di
graduale divulgazione – un embargo “debole”
[1,43]. Sebbene l’ipotesi dello
zoo o dell’embargo non siano verificabili, quella dell’embargo
debole potrebbe esserlo se prendessimo in considerazione la prova
UFO. Molte di queste prove sembrano costituire appunto una falla
di questo tipo nell’embargo: un programma di istruzione
popolare nella forma del fenomeno, che è in opera sin dal
1947, se non prima.
Molti avvistamenti sono stati di una natura tale da attirare l’attenzione
sui loro velivoli e far sapere a isolati gruppi di testimoni che
i loro occupanti sono consapevoli di noi
[24, 44]. Una categoria chiave di tali casi riguarda i
resoconti in cui persone con un veicolo in marcia diventano drammaticamente
testimoni di un oggetto che li segue sebbene la loro automobile
o velivolo faccia manovre che escludono l’avvistamento di
oggetti astronomici o di altra normalità, come spiegazione.
Similmente, in un certo numero di casi di aereo l’oggetto
sconosciuto, che stava o seguendo il velivolo o facendosi vedere
da esso, è stato rilevato dai radar come anche visivamente
[23-25,27]. Anche l’apparenza straordinaria dell’oggetto,
la manovrabilità e la spesso casuale interferenza col sistema
elettrico del veicolo, evadono da spiegazioni ordinarie
[23-25].
Il fatto è che, per quanto avvistamenti individuali, localizzati
e generalmente brevi possano aver fornito prove sufficienti da
convincere l’osservatore e gli analisti di avvistamenti,
sin da quando cominciarono gli avvistamenti segnalati in lungo
e in largo nel 1947, nessun caso ha persistito in un luogo importante
un numero di ore sufficiente in una volta sola, o dimostrato le
sue abilità ad abbastanza testimoni contemporaneamente,
da far riunire i media e pubblicizzarlo al mondo. Né hanno
lasciato abbastanza prove per essere completamente convincenti
per molti scienziati [25]. Sospettiamo
che questo cauto comportamento possa non essere casuale.
Per metterla in un altro modo, dal punto di vista dei ricercatori
che studiano questi fenomeni, incontri ravvicinati individuali
e altri avvistamenti, possono essere molto intrusivi e palesi.
Ad ogni modo, dal punto di vista della comunità scientifica
e della società nel suo insieme, non è questo il
caso, per via della relativa esiguità in termini di tempo
e spazio di avvistamenti convincenti, a causa del limitato numero
di testimoni nella maggior parte dei casi. La conclusione è
che, non fornendo prove sufficienti da rendere completamente ovvia
la loro realtà agli scienziati e alla società in
generale, gli ET stiano seguendo una strategia o programma che
eviti di provocare shock catastrofici alla società nel
suo insieme, che qualsiasi contatto palese potrebbe causare, preparandoci
nel frattempo, ad un eventuale contatto di questo tipo. Questo
potrebbe dirci qualcosa sul loro livello etico.
Il prospettare un determinato livello etico degli ET non è
una novità; venne ipotizzato, nel 1981, che progrediti
ET potessero osservare un Codice Galattico che imporrebbe loro
di trattare civiltà
in evoluzione, con prudenza [1,45].
Un tale standard di comportamento è coerente con la realtà
del fenomeno UFO e con il fatto che né negli ultimi 56
anni, né nei passati millenni siamo stati colonizzati,
conquistati o sterminati, né la società è
stata traumatizzata da alcuni ET e dalle loro talvolta ipotizzate
sonde [1, 41]. E’ coerente
anche con il fallimento dei gruppi d’indagine nel cercare
di scoprire se gli UFO costituissero qualche diretta minaccia
alla sicurezza nazionale. D’altra parte, sembra fin troppo
evidente che gli ET non siano intervenuti nelle faccende terrestri
in alcun modo benevolo che avrebbe prevenuto guerre umane, carestia
e malattia. Infatti, esistono molti casi in cui i testimoni, troppo
vicini, sono stati feriti o lesionati. Esistono, comunque, altri
casi in cui un testimone è stato guarito da qualche ferita
o condizione medica [46]. Tutto questo
suggerisce che le interazioni ET con gli esseri umani si basino
su un generale livello di benevolente etica neutrale.
7. Conclusioni
Nonostante il fenomeno UFO continui ancora oggi da più
di due generazioni, l’enorme vantaggio tecnologico dei presunti
ET si presenterebbe ancora come un grande shock per molti scienziati
così come anche cittadini, come ha indicato il Brooking
Report [47]. Potrebbe essere così
grande da sfidare seriamente la nostra realtà consensuale,
un pericolo non insignificante. L’essere impotenti nei confronti
della loro presunta potenzialità e vantaggio evolutivo
potrebbe non essere in gran parte ben accetto, e non sarebbe una
sorpresa il fatto che la scienza avrebbe difficoltà ad
accettare la situazione [48]. Ciononostante,
la realtà del fenomeno e il fatto di essere stati scoperti
già da tempo da ET progrediti ora può risultare
più probabile della soluzione al paradosso di Fermi attraverso
la non esistenza di ET avanzati o la loro incapacità di
esplorare o colonizzare la galassia. Pertanto è necessaria
un’aperta ricerca scientifica a riguardo, con una particolare
attenzione verso i resoconti UFO di alta qualità, che sembrano
mostrare indizi di coinvolgimento d’intelligenza e strategia
ET.
Ringraziamenti:
Ringraziamo
P. Sturrock della Stanford University e T. Roe del National Aviation
Reporting Center of Anomalous Phenomena (NARCAP) per i miglioramenti
suggeriti.
NOTE:
1. S.Webb, “If the Universe
is Teeming Aliens... Where is everybody? Fifty solutions
to the Fermi Paradox and Problem of Extraterrestrial Life”,
Copernicus Books, New York, 2002.
2. E. Dudas, “Theory and Phenomenology of type I strings
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and observation”, ANALYSIS, 64, p.1, 2004, (gr-qc/030370).
4. S. Udry, M. Mayor, e N. C. Santos, “Statistical
properties of exoplanets. I. The period distribution: Contraints
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p.369, 2003.
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6. D.P.Glavin, O. Botta, G. Cooper, e J.L.Bada, “Identification
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13. S.V. Krasnikov, “Hyperfast Interstellar Travel
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Population dynamics and interstellar diffusion”, Icarus,
46, p. 293, 1981.
46. P. E. Dennett e C. Dennett, “UFO Healings”,
Granite Publishing Group, Columbus, North Carolina, 1996.
47. U.S. House of Representatives report No 242, “Proposed
Studies on the Implications of Peaceful Space Activities
for Human Affairs”, 1961.
48. P. A. Sturrock, “Extraterrestrial intelligent
life”, Q. J. R. Astron. Soc., 19, p.521, 1989.
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Benvenuto dall'associazione Sentinel Italia
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Il caso Punta Raisi
Il pilota civile Vincenzo Garofalo dichiarò di aver fotografato il 3 settembre 2006, nei pressi di Punta Raisi, con la macchina fotografica digitale, un presunto UFO. L’ immagine venne diffusa per la prima volta nel settembre 2008 su Raidue, in un programma mattutino in cui si parlava della vicenda di Caronia, in Sicilia, ove avvennero combustioni in varie abitazioni non ancora spiegate dai ricercatori...>>>CONTINUA

 Prossimamente il nuovo numero del 2009

COMUNICATO del 06 10 2008
COMMISSIONE ESECUTIVA SENTINEL ITALIA
OGGETTO : Codice Deontologico
In data 5 ottobre 2008, il Presidente di Sentinel Italia Paolo Bolognesi, ha chiesto formalmente, a norma dell'art. 3 (sezione: Generalità) del Codice di Comportamento adottato da Sentinel ITALIA (versione concordata dai membri fondatori della UFOIN nel 1999), di sottoporre all'attenzione della Commissione una sua "presunta infrazione", contestata su di un Forum di discussione ufologica....>>>CONTINUA
PER NON DIMENTICARE
11 Settembre 2001 Per trovare un barlume di verità bisogna andare indietro nel tempo cercando di capire le origini, e guardando oltre l'orizzonte una luce veritiera si scorgerà. "Perchè è accaduto?" (Prossimamente su Sentinel Italia)
STRISCIA LA NOTIZIA in Camera di Commercio di Trieste - BLOG PILOTATI E CACCIA ALLE STREGHE IN ITALIA : LA QUESTIONE DELLA TARGA ENIGMATICA
Dr. Mario Zandegiacomo
Premetto, innanzitutto, che ciò di cui scriverò riguarda le vicissitudini di un’ azienda di nuovissima costituzione, aprile 2007, che si è trovata ad essere bersaglio di parte del mondo scientifico, del CICAP, di Striscia la Notizia e di un blog attivo per oltre 3 mesi, oltre che di minacce personali, per il solo fatto di possedere una tecnologia di deumidificazione delle murature assolutamente non invasiva ed adatta a grandi opere ( dunque alla totalità del patrimonio artistico italiano ed estero ) talmente innovativa, da averla portata ad un passo dalla vittoria nella Start Cup 2007, indetta dall’ Università degli studi di Trieste. Però, lo ricordiamo, sempre di un sistema di deumidificazione si tratta e non di qualcosa di strategico riguardante la difesa della Terra dagli attacchi di esseri alieni !....>>>CONTINUA


Dr. Massimo Teodorani, Ph.D.
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