Recensione
del libro di Massimo Teodorani
"Bohm –La fisica dell’infinito" 
Serena
Tracchi
( Sentinel Italia - Libero Arbitrio -Gruppo
Camelot )
David
Bohm si può ritenere un genio della fisica teorica.
Bohm
nacque nel 1917 in Pennsylvania da genitori ebrei. Sin da ragazzo manifestò
interessi per la fisica, e durante i suoi studi al Pennsylvania State
College sviluppò l’interesse nella meccanica quantistica e la fisica
subatomica, ma c’era sempre qualcosa che non soddisfaceva la sua conoscenza…
Bohm fu il primo a scoprire il “potenziale Quantico”, che è un
parametro invisibile alla fisica, ma che trova spiegazione nel momento
in cui si parla di coscienza.
Lo scopo di Bohm, infatti, era quello di trovare un ordine laddove regnava
il caos, fu così che arrivò a teorizzare l’”ordine implicato”,
perché secondo le sue intuizioni, dietro a tutto ciò che
esiste di materiale (ordine esplicato) c’è un corrispettivo spirituale
che lo guida.
Con
questo libro, Teodorani, ha voluto far conoscere ai lettori la vita di
un personaggio direi eccezionale, dall’intuito vivo che non si è
mai fermato di fronte al limite delle leggi fisiche.
Dopo
un breve excursus biografico, in cui viene descritta la sua vita anche
nei momenti meno felici, come il progettoManhattan, dove si intendeva
costruire la prima bomba atomica, e i suoi vari spostamenti residenziali,
Teodorani descrive le ricerche di David Bohm, dalle sue prime intuizioni
sul plasma intelligente, sino alla telefonata alla moglie prima di morire.
Un libro che può essere un trattato scientifico, ma anche il racconto
di un uomo che credeva in ciò che “sentiva”. Un viaggio tra fisica
subatomica e le leggi universali del pensiero umano : dalla divisione
dell’equazione di Schrodinger in due termini : classico e non classico,
che diventò poi la base della Meccanica Bohmiana, al paradosso
di EPR, un esperimento mentale nato dalle menti di Einstein, Podolsky
e Rosen, sino ad arrivare alla visione di un universo olografico e all’ordine
implicato che porterà Bohm a studiare il dialogo come atto purificatorio
del pensiero e quindi alla nascita della noogenesi.
Durante
la lettura, si fa la conoscenza non solo di uno studioso ricercatore,
ma anche di un Uomo, che nonostante i tempi avversi, non ha mai ceduto,
ma che con coraggio portò avanti le sue idee ampliando i suoi studi
alla filosofia e alla psicologia, perché Bohm cercò spiegazioni
anche a livello spirituale e si spostò su diversi punti della coscienza
umana.
Studiò le teorie di Jung e frequentò per lungo tempo il
famoso pensatore indiano Krishnamurti che lo aiutò nello studio
della natura del pensiero e della coscienza.
Nonostante
l’argomento ostico per chi si avvicina superficialmente all’argomento,
Teodorani riesce a far comprendere al lettore concetti difficili, propri
della fisica, e riesce a trasmettere l’amore e la passione che Bohm provava
nel teorizzare le sue ipotesi.
Per far entrare il lettore ancora di più in contatto con il personaggio,
spesso Teodorani cita le parole dette da Bohm, e dai suoi amici e collaboratori,
e diventa così un’interazione tra lo scrittore e il personaggio
che si scopre anche filosofo e profondo conoscitore del Sé superiore,
e il lettore si affeziona e vive in prima persona i pensieri e gli sforzi
fatti da questo “Grande” divenuto poi un simbolo per la fisica olistica.
Il
libro termina con due appendici. La prima tratta le basi matematiche della
Meccanica Bohmiama, ovvero la suddivisione dell’equazione di Schrodinger,
spiegate in modo semplice e diretto.
La seconda appendice è un glossario scientifico e filosofico dove
il lettore può trovare maggiori delucidazioni su termini utilizzati
nel libro.
Come
Teodorani, spero che qualcuno riparta da dove Bohm si era fermato.
Serena
Tracchi