CONFERENZA "Intellegenze altre"
5 Ottobre 2008 Cardano al Campo (VA)
Relatore Dr. Massimo Teodorani Ph.D.
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Report a cura di Sabrina Biganzoli

Vite
visibili, invisibili, complesse, potenti e strutturate sono ormai oggetto di
studi scientifici da diverso tempo; bisogna però distinguere chi, da questo
studio, cerca – con coerenza e coscienza – esclusivamente di analizzare i dati
estrapolandone modelli scientifici, da chi al contrario tenta solo di trarne
profitti economici in modo squallido e meschino.
La
ricerca, quella vera, è uno dei principali obiettivi dell’amico astrofisico Dr.
Massimo Teodorani, che, domenica 5 ottobre u.s., nell’elegante e sobria cornice
del Novotel di Cardano al Campo (VA), ci ha relazionato in modo squisito e
diretto sulla possibilità dell’esistenza di intelligenze aliene e sui modi per
studiarne l’eventuale evidenza.
Teodorani
è partito con il progetto SETI, descrivendone gli assunti ma anche discutendone
i limiti.
In
effetti, seppur accettando la validità del SETI in sé, si ha motivo di ritenere
che esistano anche metodi di ricerca di tipo astronomico più validi per
l’identificazione di possibili intelligenze extra-solari, le quali, nel corso
della loro probabile attività di migrazione attraverso la galassia, potrebbero
essere arrivate a colonizzare per intero il loro sistema stellare (con effetti
visibili dai nostri telescopi), ed essersi spinte fino al nostro Sistema
Solare, nonché la Terra. Potremmo essere in presenza anche di forme di vita non-organica,
evoluta in maniera intelligente, afferma Teodorani. Inoltre, se ci avvaliamo
della teoria delle superstringhe, potrebbe esserci anche la possibilità che la
vita si sviluppi su piani dimensionali diversi dal nostro.
.Una
delle più grandi potenziali innovazioni è proprio la eventuale scoperta in
futuro di altre intelligenze oltre all’uomo.
Con
il progetto SETI, che si avvale delle tecniche osservative proprie della
radioastronomia e dell’astronomia ottica, non ci sono stati risultati, se non
una larga quantità di falsi allarmi. Non si esclude però che alcuni di essi possano essere di
natura aliena, ma purtroppo la modalità delle loro manifestazioni non rientra
nei protocolli standard del SETI, e proprio per questa ragione essi sono stati
accantonati. Il monitoraggio SETI è stato operato anche utilizzando il
radiotelescopio di Medicina in accoppiamento ad uno spettrometro multicanale,
strumento di altissima precisione per rilevare la scansione di milioni di
canali simultaneamente, al fine di ricercare proprio segnali di natura
intelligente. Purtroppo ad oggi, nessun
dato importante e degno di merito è stato rilevato. I segnali che ci si aspetta
di trovare sono molto deboli. E’ un dato di fatto che più lontano andiamo più
debole è il segnale, in ragione dell’inverso del quadrato della distanza,
mentre al contempo la probabilità di trovare potenziali emettitori di tali
segnali aumenta con la distanza. Inoltre il “protocollo SETI standard” afferma
che i segnali non devono essere transienti, bensì costanti, provenienti da un
punto di coordinate fisse (cioè da una stella e il suo sistema di pianeti) e
osservabili con la stessa modalità da qualunque altro osservatorio SETI sulla
Terra.
Con
il progetto SETI standard si ha automaticamente un “effetto di selezione”,
permettendo solo di ricercare intelligenze che usano le onde elettromagnetiche,
o che sono comunque a livelli tecnologici simili al nostro. Alcune civiltà
potrebbero inoltre autodistruggersi e non avremmo più la possibilità di
ritrovarle.
Potrebbe
esserci nel futuro a breve termine (ma questo potrebbe essere realizzato fin da
subito, se si decidesse di farlo) un’evoluzione delle tecniche astronomiche per
identificare intelligenze extra-terrestri, e cioè la ricerca di prove che i
presunti alieni abbiano sviluppato energie enormi.
In
effetti anche il nostro Sole potrebbe essere imbrigliato e riempito di stazioni
orbitanti o di pianeti artificiali se avessimo la tecnologia e i fondi per
farlo. Per riuscire a rilevare questi importanti “effetti marcatori” di una
civiltà extraterrestre, è dunque fondamentale l’utilizzo di telescopi dallo
spazio, al fine di puntare stelle di tipo solare e cercare in esse eccessi di
radiazione nell’infrarosso. Questa sarebbe davvero un’anomalia degna di merito.
Ad oggi, ci si aspetta di osservare proprio queste evidenze artificiali e
tecnologia extra-terrestre su larga scala.
Oltre
all’effetto dell’eccesso infrarosso, è inoltre possibile che queste ipotizzate
gigantesche strutture tecnologiche aliene orbitanti attorno al loro Sole
possano eclissarlo periodicamente diminuendo conseguentemente la sua luminosità
in maniera del tutto particolare, che già oggi siamo in grado di prevedere con
la simulazione matematica. Non è da sottovalutare la ricerca e la verifica di
questo evento, verificando se qualcosa di anomalo orbita periodicamente attorno
a stelle simili alla nostra. 
Non
esclude il relatore che potremmo veramente essere in presenza di civiltà avanti
a noi anche di migliaia o milioni di anni, molto più avanzate ed evolute. Da
parte di colleghi francesi si ipotizza che diverse ed enormi strutture
artificiali sferiche, rettangolari e/o piramidali potrebbero essere già state
messe in orbita attorno a possibili stelle simili alla nostra: queste strutture
possono essere identificate analizzando la “curva di luce” di queste stelle,
usando tecniche molto sofisticate. Qui gli astronomi sanno già cosa si
aspettano di trovare.
A
questo punto, Teodorani, attraversando un sentiero di ricerca solo
apparentemente esotico, ma non meno rigoroso, presenta una ulteriore
problematica da indagare, e si chiede: Oltre a colonizzare la loro stella,
potrebbero davvero gli “extra-terrestri” essere arrivati al nostro sistema
solare? Da dove sarebbero transitati e come? Potrebbero aver utilizzato le tecniche
del teletrasporto, oppure essersi spostati nello spazio con mezzi di
propulsione convenzionali nell’arco di migliaia di anni e dove vorrebbero
andare?
Preoccupante
è il peso propagandistico e mediatico dato alla possibilità di visite
extraterrestri (soprattutto da parte di larga parte della sottocultura
ufologica), in particolare da parte di taluni personaggi della peggior feccia
new-age che ci si identificano, fino al punto da strumentalizzare a loro favore
e a fini mediatici quanto riferisce Teodorani e colleghi, al fine di
convalidare ed alimentare il loro credo, dopo aver storpiato e alterato certe
reali possibilità scientifiche. Il nostro relatore è molto irato quando si cade
su questo tipo di argomentazione; spesso in effetti viene boicottato lui
stesso, attaccato e strumentalizzato per fini non propriamente puliti da questi
“piccoli” e molli personaggi.
Né
l’ambizione alla “carriera” né la smania di protagonismo si addicono al nostro
relatore, il quale alle ostentazioni di potere e alla smania di protagonismo,
predilige la sana ricerca al fine di esplorare nuovi terreni scientifici, senza
per questo dover coinvolgere un pubblico globalmente impreparato oppure
affidarsi a “portavoce” dalla dubbia affidabilità.
Si
prevede dunque che oggetti che si spostano velocemente all’interno del Sistema
Solare, non attribuibili a sorgenti naturali, potrebbero essere dovuti
all’esistenza di reali visite extraterrestri: cercarli e studiarli si
delineerebbe una vera e propria ricerca utilizzando – anche in questo caso –
mezzi astronomici, quelli di cui disponiamo oggi.
Teodorani
sottolinea inoltre l’importanza di un costante monitoraggio della nostra
atmosfera e della nostra litosfera, utilizzando strumenti di osservazione e
misura in grado di registrare e analizzare eventuali manifestazioni luminose,
possibilmente correlate con altre anomalie del campo elettromagnetico, in un
vasto intervallo di frequenze che vanno dalle onde radio all’ultravioletto.
Infatti la possibile penetrazione di possibili civiltà extraterrestri potrebbe
spingersi fino al nostro pianeta.
Più
si osserva con precisione, e più si è in grado di effettuare un minuzioso
setaccio che potrebbe far emergere uno o più fenomeni anomali in mezzo ad una
gran massa di manifestazioni prosaiche.
Questo
sta avvenendo da diversi anni. Tra le anomalie potrebbero rientrare sia
“particolari”fenomeni naturali poco conosciuti (come ad esempio le luci di
Hessdalen, studiate con attenzione da diversi anni) che possibili indizi di
visite extraterrestri. In tal modo il monitoraggio sistematico costituisce
un’ottima opportunità per studiare la fisica di tali anomalie, qualunque esse
siano. Pertanto occorre non lasciare niente al caso, bensì operare una
intelligente azione di selezione, la quale può permettere di scartare una
grande quantità di fenomenologie conosciute e ripetitive che possono essere
spiegate. Solo in questo modo è possibile stabilire un vero punto di partenza
che permetta di verificare in maniera seria l’esistenza di reali anomalie, tra
esse inclusa anche una possibile visita extraterrestre.
Con
questa procedura potremmo forse essere in presenza di una tecnologia terrestre
non ancora rilevata, ma soprattutto si potrebbero identificare falsi,
allucinazioni, truffe, macchinazioni, inganni e via dicendo, registrando tutto
con accuratezza. Seguendo questo metodo diventa allora possibile concentrare la
nostra attenzione sui dati realmente discrepanti: essi possono presentarsi sia
come fenomeni naturali anomali che come possibili indizi di visite aliene di un
qualche tipo.
E’
dunque fondamentale educare la gente a non interpretare frettolosamente le
anomalie che si presentano ai nostri occhi. Per riuscire a separare il segnale
dal rumore è assolutamente indispensabile usare una massiccia dose di
scetticismo (certamente non quello fideistico e superficiale di certune
“istituzioni”). Dichiarazioni affrettate e non ponderate discreditano il lavoro
scientifico che è in sé molto arduo, la cosa certa è che i dati che abbiamo
ottenuto fino ad oggi ci guidano con rigore ad una misurazione di qualità del
fenomeno.
Altra
constatazione allarmante è il mascheramento di progetti segreti
terrestri sotto le spoglie di “visite extraterrestri”, per depistare ed operare
una vera e propria azione di raggiro a scapito di noi stessi. Ma i cittadini
hanno diritto a conoscere la verità (qualunque essa sia), e in questi aspetti
specifici l’unico modo per giungere alla verità è il metodo scientifico, seppur
con la necessaria apertura mentale. Senza apertura mentale è impossibile ottenere
alcun risultato.
Anche
nell’ipotesi che noi dovessimo incontrare reali entità extraterrestri, noi
potremmo disporre di una evidenza realmente oggettiva solo quando potremmo
disporre di un preciso campione di DNA, che ne costituirebbe l’unica verifica quantitativa.
Le prove di cui abbiamo bisogno sono veramente molte e devono essere solide: al
contrario, speculazioni infondate servono solo a screditare questi studi.
Svariati
studi matematici, passando attraverso la famosa Equazione di Drake, hanno dimostrato
che possibili migrazioni di civiltà extraterrestri possono effettivamente
propagarsi attraverso la galassia come una vera e propria onda, in un tempo di
gran lunga inferiore al tempo di vita della galassia stessa. Ciò comporta il
fatto che anche il nostro Sistema Solare e la Terra potrebbero essere visitati.
E’
scientificamente doveroso investigare e decodificare minuziosamente tutti i
segnali che rileviamo, non solo quelli che ci si aspetterebbe in base al
“protocollo standard SETI”. Ad esempio, il fatto di ricevere a volte segnali
radio transienti ma non più ripetuti, non significa che si tratti sempre e
necessariamente solo di falsi allarmi, ma questa possibilità non è mai stata
investigata.
Al
contrario: potrebbe trattarsi di sorgenti di onde elettromagnetiche in moto
all’interno del Sistema Solare e che vengono occasionalmente captate dai nostri
radiotelescopi: con una sufficiente dose di determinazione, scandagliando
l’intorno spaziale del punto da cui è provenuto il segnale, possiamo riuscire a
riagganciarlo, il che dimostrerebbe che realmente qualcosa di artificiale sta
transitando all’interno del Sistema Solare.
In
una successiva fase della sua relazione, Teodorani ci ricorda in maniera molto
incisiva che siamo in presenza di fenomeni naturali di plasma in svariati
luoghi nel mondo, che si manifestano come “fenomeni anomali di luce”. Questi
fenomeni sono stati in larga parte spiegati come effetti geofisici innescati
dal terreno e dalla loro interazione con l’atmosfera, e anche a questo aspetto
Teodorani ha contribuito in maniera determinante. Al momento attuale, pur
“volendo” identificare talune anomalie come possibili presenze extra-terrestri,
per ora siamo solo in grado di accorgerci di essere in presenza di un’energia
di origine prettamente naturale della quale non eravamo a conoscenza e che
potrebbe esserci d’aiuto a chiarire molti aspetti della fisica fondamentale.
Non ci sono ancora prove scientifiche che la Terra sia stata visitata.
A
questo punto Teodorani, e a prescindere dall’esistenza di reali fenomeni di
luce, si spinge a commentare quella che viene globalmente conosciuta come
“fenomenologia UFO”.
Sembra
che “qualcuno” da molto tempo si diverta a farci credere alle visite
extraterrestri, che invece – proprio utilizzando metodi scientifici – vengono
smascherate come un vero e proprio artificio di inganno, utilizzato su vasta
scala e in moltissime parti del mondo, da almeno 60 anni. Il “Progetto UFO”
sembra una vera e propria macchinazione attuata da qualche oscuro “regista” al
fine di nasconderci ben altro. In questa luce il fenomeno UFO potrebbe essere
visto come una forma di manipolazione dell’uomo e della sua psiche. Questa
macchinazione potrebbe essere di natura squisitamente terrestre, e va
smascherata del tutto. Solo riuscendo a identificare globalmente questi
meccanismi di inganno, diverrà possibile riuscire ad identificare possibili
visite extraterrestri reali (e alcuni tra i fenomeni UFO potrebbero esserne
realmente una prova), che non vengono affatto escluse.
Poi
Teodorani tocca un ulteriore punto di grandissimo interesse. Sulla base di
ricerche statistiche (su base comunque solo testimoniale) abbastanza
attendibili, risulterebbe che gli stessi “fenomeni luminosi di plasma” che si
verificano con ricorrenza in alcune località mondiali, sembrano manifestare
spesso una del tutto inaspettata interazione con l’uomo.
L’unico
modo per verificare la cosa è quello sperimentale. E infatti esiste già un
progetto scientifico del relatore per tentare di identificare e spiegare queste
interazioni. In via puramente ipotetica, questa stranissima fenomenologia
potrebbe forse essere legata a recentissime scoperte che mostrano che in
particolari condizioni il plasma sembra comportarsi come il DNA umano, con
caratteristiche molto simili di moltiplicazione e di evoluzione.
Una
possibile interazione con l’uomo, può essere accertata scientificamente solo
monitorando simultaneamente sia il fenomeno di plasma stesso che il cervello
dell’osservatore umano. Può un fenomeno luminoso di plasma, come ad esempio
quello di Hessdalen, diventare una forma intelligente, in grado di interagire
con l’uomo?
Tutto
questo può essere verificato (o confutato) utilizzando apposita strumentazione.
Infatti, nel luglio 2007, al convegno internazionale di Salisburgo “QUANTUM
MIND”, Teodorani, insieme al fisico Gloria Nobili, hanno rappresentato l’Italia
in uno degli eventi scientifici più importanti al mondo in questo settore,
presentando un progetto interamente nuovo di osservazione dei fenomeni di luce,
attraverso il quale, Nobili, Teodorani ed un piccolo staff di collaboratori,
dovrebbero simultaneamente misurare l’attività celebrale tramite EEG, e le
caratteristiche fisiche del fenomeno di luce stesso e del campo
elettromagnetico ad esso associato, con – in aggiunta – un esperimento ben
definito attraverso il quale si intende puntare un fascio di luce Laser contro
il fenomeno di luce al fine di osservare se nello stesso tempo nel cervello
delle persone che si trovano ad osservare il fenomeno di luce ed eventualmente
ad interagire con esso.
Non
ci sono dubbi comunque che se un fenomeno del genere interagisce con l’uomo
qualcosa dovrebbe essere sicuramente registrato a livello delle 4 onde
cerebrali.
Teodorani
affronta poi l’argomento dell’entanglement quantistico, presentando le varie
situazioni in cui questo effetto può presentarsi, in primis quella delle
particelle elementari, come elettroni o fotoni. Poi passa ad altri contesti
che, in base a recenti ipotesi di lavoro (pubblicate su riviste accreditate),
molto ben fondate scientificamente, ma a tuttora ancora indimostrate, prevedono
che il fenomeno dello entanglement – ovvero la trasmissione di informazione
non-locale a tempo zero (ovvero istantanea) – possa avere luogo anche tra un
cervello e l’altro. Ciò comporta la possibilità che alcune civiltà aliene
particolarmente avanzate possano essere in grado di comunicare con questo
mezzo, ovvero inviando messaggi codificati direttamente nel nostro cervello.
Ma
si tratta proprio di alieni? Potrebbe forse esserci una “intelligenza
interdimensionale” molto raffinata e cinica che sfrutta l’entanglement
quantistico in quanto ne è a conoscenza, e che ama far credere che si tratti di
alieni, al fine di sviare e ingannare l’umanità con messaggi fasulli. Dobbiamo
guardarci bene da queste forme “oscure”, e l’unico modo per smascherarle è
quello scientifico. E’ indubbio che “qualcuno” ci vuole impedire di
andare oltre, o meglio, di andare al di là del fenomeno e... il fenomeno UFO
non è sicuramente l’unica manifestazione di follia che abbiamo.
Abbiamo
paura, siamo ciechi, la nostra coscienza è allo sbando e studiare le
intelligenze aliene è sicuramente un modo per capire meglio una parte di noi
che è... da un’altra parte. Ma qualcuno sembra volercelo impedire, lanciando
continuamente specchietti per le allodole dei tipi più svariati.
Alcune
volte con la scienza tradizionale abbiamo la sensazione di brancolare nel buio;
eppure bisogna mantenere sempre ben saldi i metodi di quest’ultima, MA, al
contempo espandere l’angolo di apertura di visione della nostra percezione.
Solo così possiamo guidare il metodo scientifico su sentieri che un tempo erano
impensati.
E’
necessario consolidare il nostro senso della responsabilità ma anche la ricerca
in quanto tale e se diventiamo personaggi scomodi, non arrendersi mai, ma
continuare a testa alta, senza farsi intimorire da personaggi gretti ed
ambigui, oppure da macchinazioni che potrebbero muovere i suddetti personaggi.
Una
tavola rotonda di discussione aperta tra il relatore ed i partecipanti ha animato
il dopo cena; qui il divario tra spiritualità, scienza, coscienza, meccanica
quantistica ed altro ancora... hanno fatto da sfondo e da chiusura ad una delle
più importanti conferenze scientifiche di quest’anno, dove è emerso tra le
altre cose che è possibile spiegare alcuni fondamentali aspetti della
cosiddetta “spiritualità” utilizzando la scienza, ed al contempo che le varie
religioni occidentali sono un’aberrazione del pensiero, che tendono soprattutto
a immobilizzare le masse ed a rompere tutti gli equilibri; in effetti, se ci
guardiamo indietro, non sono poi così lontani i sofisticati sistemi di
controllo del nostro pensiero... vedi MK Ultra ovvero tecnologie di
condizionamento per una vera e propria manipolazione delle persone.
Potrebbe
esserci una rischiosa manipolazione conformata a parametri “particolari”, dove
lo scopo finale è non farci interagire con leggi fisiche che
trascendono quelle già conosciute ed impedirci la completa conoscenza del
nostro vero potenziale?
Domande
veramente inquietanti ma degne di merito sono emerse da questo forte e deciso
dribbling tra il Dr. Teodorani e il suo attento pubblico, che lo saluta in
tardissima sera e lo ringrazia per il suo serio apporto scientifico... uno dei
migliori che la scienza, ad oggi, possa offrire.
“...non
soffermarti mai a guardare in fondo al brutto e nero cappello, se sei
consapevole che non sarà mai l’ultimo da indossare...”
Sabrina
Biganzoli
(Sentinel
Italia, Gruppo Camelot e redazione di Scienza e Mistero.)