LA
QUESTIONE DELLA TARGA ENIGMATICA
Dr. Mario Zandegiacomo
Premetto, innanzitutto, che ciò di cui scriverò
riguarda le vicissitudini di un’ azienda di nuovissima costituzione, aprile
2007, che si è trovata ad essere bersaglio di parte del mondo scientifico, del
CICAP, di Striscia la Notizia e di un blog attivo per oltre 3 mesi, oltre che
di minacce personali, per il solo fatto di possedere una tecnologia di
deumidificazione delle murature assolutamente non invasiva ed adatta a grandi
opere ( dunque alla totalità del patrimonio artistico
italiano ed estero ) talmente innovativa, da averla portata ad un passo
dalla vittoria nella Start Cup 2007, indetta dall’ Università degli studi di
Trieste. Però, lo ricordiamo, sempre di un sistema di deumidificazione si
tratta e non di qualcosa di strategico riguardante la difesa della Terra dagli
attacchi di esseri alieni !
Spiegherò brevemente – senza violare il segreto
industriale – quale siano i problemi causati dall’ umidità inglobata nei
manufatti e come la nostra tecnologia consenta di risolverli. L’umidità nelle
murature è un fenomeno ben noto, basato, principalmente, su due fatti
concomitanti : l’uno, rappresentato dalla microporosità dei materiali da
costruzione, che consente all’acqua, per il fenomeno della capillarità, di
fluire al loro interno e l’altro, consistente nell’instaurarsi in ambiente
umido e salino di un processo elettrolitico, il cui anodo si forma al livello
dell’ acqua di fondo sottostante la costruzione ed il cui catodo si può
localizzare sino alla parte più alta del tetto. Il processo si reitera
continuamente e, in concorso ai diversi agenti meteorologici, è causa del
degrado complessivo causato dall’umidità. I motivi per cui questo processo
elettrolitico si instaura sono di diversa natura, ma sono tutti riconducibili
alla variazione e diversa distribuzione dei campi elettromagnetici di origine
sia naturale che antropica : di fatto la presenza nelle murature di un processo
elettrolitico è già, di per sé, indicativo di quella di anomalie di tipo
vibrazionale localizzate, che interessano, per interferenza e risonanza, il
manufatto e che vi provocano quella forma di innaturale degrado. Per fare
fronte a questo problema, fino ad oggi, si sono adottate tecniche molto
invasive ed altrettanto inefficaci, quali il taglio dei muri, con l’inserzione
di fogli isolanti di varia natura, sino a giungere a forme di contrasto della
risalita d’ acqua che, sfruttando la sua attitudine a comportarsi come un
dipolo, dunque quale portatrice di cariche elettriche, tentano di invertirne il
flusso di natura elettrolitica, mediante l’ interazione con campi elettrici
artificialmente indotti. Questi sistemi – detti elettrosmotici – riescono solo
in parte, e senza risultati permanenti, a risolvere il problema, in quanto la
loro azione ha lo scopo di contrastare il processo elettrolitico instauratosi
nelle murature, senza, tuttavia, eliminarlo definitivamente e ciò provoca una
situazione di “conflittualità” energetica. Prima o poi, a seguito del continuo
depositarsi di sali nelle murature, nelle quali il flusso d’acqua non è stato
fermato, ma solo temporaneamente inibito, sarà il fenomeno dell’ umidità
risalente ad avere la meglio ed il danneggiamento continuerà. E’ evidente che,
per risolvere alla radice il problema esiste solo la via dell’inversione del
processo elettrolitico, agendo sulle medesime anomalie oscillatorie che lo
hanno prodotto e questo si è ottenuto attraverso una tecnica di polarizzazione
delle frequenze, in grado di eliminarne quelle che sono risultate essere alla
base dell’anomalia complessiva. Il B.E.F.E.C.® System, dunque, rappresenta la più
innovativa tecnologia disponibile oggi nel campo del risanamento delle murature
aggredite da umidità ed è in grado di contrastare e di neutralizzare le forze
chimico-fisiche che agiscono sulle molecole d’ acqua inglobate nei muri nello
stato liquido, solido e gassoso, depotenziando i fenomeni di condensazione, in
questo caso particolare, per abbassamento del punto di rugiada, in modo
innocuo, non invasivo e permanente. L’ipotesi di base, che ha permesso ai
ricercatori della B.E.F.E.C.® di dimostrare, attraverso i risultati
ottenuti sul campo, la validità dei principi fisici per i quali la tecnologia è
stata ideata, è quella per cui il campo elettromagnetico terrestre e le
radiazioni cosmiche filtrate dall’atmosfera, sono in grado di influenzare a
livello vibrazionale gli edifici. I manufatti possono, infatti, entrare in
risonanza con le onde elettromagnetiche indotte, “memorizzando”, sempre per
risonanza, alcune frequenze anomale, le quali saranno in grado di polarizzare
le molecole d’acqua, potenziando le proprietà che sono alla base della
formazione dei processi elettrolitici e
la risalita capillare. Essendo la molecola dell’ acqua, particolarmente
sensibile alle variazioni del campo elettromagnetico indotto, attraverso
l’applicazione di appositi convertitori passivi, cioè privi di alimentazione
esterna e senza produzione alcuna di campi elettrici od elettromagnetici, è
possibile ripolarizzare gli effetti a lungo termine dei campi elettromagnetici
sulle molecole d’acqua presenti all’interno delle murature, con l’effetto di
invertire i processi elettrolitici e di provocarne la migrazione delle molecole
in forma ionica nel terreno sino all’acqua di fondo, dunque ben al di sotto del
limite delle fondamenta, con grande vantaggio per il rassodamento di terreni
porosi e della statica degli edifici che vi insistono sopra permettendo,
attraverso l’espulsione dell’ acqua, una loro migliore consolidazione. A differenza dei sistemi basati sull’elettrosmosi,
che mantengono l’ acqua permanentemente in circolazione, con il costante
apporto di sali in essa disciolti, la tecnologia B.E.F.E.C.®, la
elimina sino al punto che non ne rimarrà nelle murature che una quantità
fisiologicamente normale e tale, comunque, da non permettere l’ attivazione di
alcun processo elettrolitico : a questo punto, il meccanismo che provoca
l’umidità risalente si fermerà. Qualora, tuttavia, dovesse ripresentarsi una
momentanea ed occasionale, ma eccessiva, presenza d’acqua, magari causata, ad
esempio, da eventi meteorologici particolari, il processo si riattiverà da solo
per il tempo necessario a far migrare nuovamente l’acqua al livello di fondo,
per poi fermarsi di nuovo, non appena nella struttura verrà raggiunta la soglia
minima di umidità. Questa è una forma di idrorepellenza vibrazionale che il
B.E.F.E.C.® System è in grado
di assicurare. L’acqua non è sensibile ad ogni frequenza del campo
elettromagnetico, tuttavia alcune di esse sono in grado di potenziarne le
caratteristiche elettroniche. I convertitori B.E.F.E.C.®, componenti
passivi del Sistema (cioè non sono delle sorgenti energetiche), sono dei
“risuonatori” (convertitori) suscettivi a diverse frequenze caratteristiche
(scelte sperimentalmente in funzione delle armoniche che durante i diversi anni
di sperimentazione hanno dimostrato essere le più efficaci), vengono installati
da personale specializzato secondo le dimensioni del manufatto e la
collocazione idrogeologica dello stesso. Il Sistema agisce in un intorno ben
delimitabile della costruzione da proteggere, ed è in grado di depotenziare gli
effetti delle onde elettromagnetiche indotte anche nel caso di grandi opere edilizie
o di interi comprensori. La caratteristica peculiare di agire su grandi opere e
su grandi superfici è dovuta al fatto che il sistema dei convertitori che
compongono il Sistema – filtrandole per interferenza ed agendo, in emissione,
per risonanza, sulle onde elettromagnetiche del C.M.T. naturale e su quelle di
origine antropica che con esse si combinano – diversamente da quanto offerto
dal mercato attuale, con altre metodologie – agisce, a livello del terreno e,
per risonanza, al livello delle murature, come un insieme armonizzante di
diapason, usando il terreno stesso, su cui è costruito il manufatto, come
un’enorme cassa di risonanza, nella quale per “interferenza costruttiva” si
amplificheranno solo le frequenze polarizzate e riarmonizzate che non sono in
grado di favorire lo sviluppo di nessun processo elettrolitico, quali erano,
verosimilmente, quelle esistenti all’epoca della costruzione del manufatto.
Ciò premesso, veniamo al dunque : per puro caso, mi è
capitato di finire sul Vostro sito nel quale viene menzionato il componente
principale del nostro Sistema di deumidificazione delle murature appena
descritto e denominato The B.E.F.E.C.
System della The B.E.F.E.C. International - Italia - S.r.l. che, lo ripeto, è
risultato talmente innovativo al Comitato Scientifico della Start Cup 2007,
indetta dall' Università degli Studi di Trieste, da consentire alla nostra
società di essere ammessa alla finale. Solo per questa malaugurata circostanza, essa è divenuta immediatamente
oggetto di un inaspettato e micidiale attacco, protratto nel tempo e perdurante
tuttora, che è stato condotto senza alcun risparmio di mezzi e dalle parti più
svariate, con il solo scopo di screditare, insultare e diffamare la tecnologia
ed i suoi inventori, con una tecnica da guerriglia urbana perfettamente
organizzata. Si ricordi che Trieste è, da tempo, considerata la Città della
Scienza e che la parola innovazione si sprechi – qui da noi – giornalmente in
modo quasi esagerato su tutti i media ed in ogni occasione. Visto quello che ci
è successo viene, tuttavia, da chiedersi di quale innovazione si tratti :
evidentemente ce ne deve essere una lecita ed una illecita ! Certamente noi
facciamo parte della seconda ! Per questo delitto di lesa maestà, qualcuno si è
messo in testa che dobbiamo “espiare” e, seguendo quanto insegna il detto
"calunniate, calunniate, qualcosa resterà", con l' arte di
prestigiatori consumati, gli animatori di un blog di Beppe Grillo ( una ventina
circa, "casualmente" in comunione di idee ma TUTTI
di Trieste ! ) si sono sbizzarriti nel colpire sia l' entità del prezzo
pagato, che l' efficacia della tecnologia stessa, instillando dubbi su
possibili rinascite di una nuova tangentopoli - visto che il Committente preso
di mira assieme a noi è un' Ente Pubblico ( la C.C.I.A.A. di Trieste ) - EVITANDO, PERO',
ACCURATAMENTE DI PRENDERSI LA BRIGA DI ANDARE A VEDERE I RISULTATI E DI CITARLI.
Insomma si è trattato di un linciaggio mediatico in piena regola senza
processo e - soprattutto, ma nessuno se n' è accorto -
SENZA
ALCUN CORPO DEL REATO ! La curiosità mi ha
spinto a leggere tutto l' intervento che includeva la nostra citazione e - pur
non essendo al corrente dei fatti che hanno portato alla stesura di quelle
precisazioni da parte del Dr. Massimo Teodorani, cui, tuttavia, va tutta la mia
più affettuosa comprensione quale compagno di sventura - ho notato una
singolare affinità fra la metodica usata per colpire Lui e quella di cui siamo
stati beneficiati noi sia, in particolare, io - come amministratore unico della
Società, che vengo descritto come un delinquente incallito ma, stranamente,
incensurato ed a piede libero - sia come Azienda. Il tutto è cominciato dopo il
25 settembre dell' anno scorso, quando il progetto proposto dalla B.E.F.E.C.
era stato proclamato fra i 10 finalisti ( su 45 partecipanti al concorso per le
imprese più innovative ). Una mattina mi fu fatta una telefonata da un signore
infuriato, qualificatosi come facente parte del Dipartimento di Fisica Teorica
dell' Università di Trieste, il quale mi insultò pesantemente per essermi
permesso di parlare in pubblico di fisica quantistica non avendone titolo - io
sono, infatti, un ex docente di statistica dello stesso Ateneo e non un fisico
- informandomi che si sarebbe personalmente adoperato per impedirci di operare
sul mercato, se non gli avessi comunicato i principi in base ai quali osassi
asserire che la nostra tecnologia operasse. Questi, ovviamente, sono sottoposti
a segreto industriale ed appartengono, appunto, all' ambito della meccanica
quantistica, che sembrerebbe essere il suo settore di ricerca universitaria. A
riprova del suo potere, sapendo che stavamo svolgendo delle sperimentazioni a
Venezia, mi informò di essersi già attivato con la Soprintendente di quella
città - la dottoressa Renata Codello - per informarla che fossimo assodatamente
dei millantatori e di diffidare di noi qualora il nostro nominativo Le fosse
capitato fra quelli che - in qualche modo - avrebbero avuto a che fare con
qualche restauro a Venezia. Il suo monito al Funzionario - a suo dire - era
scaturito dal fatto che noi avessimo affermato di aver deumidificato tutto il
comprensorio del S.S. Redentore, alla Giudecca, mentre ad Essa risultassimo
completamente sconosciuti. Egli, però, non aveva tenuto conto che, visto che la
nostra tecnologia ha la caratteristica di non essere per nulla invasiva, per
autorizzarci a sperimentare, era stato sufficiente il consenso dei frati
cappuccini che vi abitano e non si era ritenuto necessario scomodare la
Soprintendenza di Venezia. Che non di millanteria si tratti, ma di realtà,
basta che qualsiasi interessato chieda di poter accedere al convento, per
osservare che anche i locali posti sotto il livello del mare sono totalmente
asciutti. Richiedendolo a noi, faremmo in modo di trovarci a Venezia per
illustrare di persona i risultati ottenuti in quel monumento, che consideriamo
il nostro esperimento più importante. E siccome qualche volta accade che
veramente il diavolo faccia le pentole, ma non i coperchi, è successo che tutta
la telefonata fattami fosse ascoltata da altre persone, ben disponibili a
rendere testimonianza del fatto. In aggiunta, quasi ad enfatizzare la
telefonata o per "spaventarmi", il mio interlocutore mi avvisò di
buon inizio che stava chiamandomi in presenza di un altro Docente, probabilmente
scordandosi che quest' ultimo era stato delegato proprio dal Rettore dell'
Ateneo per stilare una relazione sul nostro Progetto da presentare al Comitato
Scientifico - risultata estremamente favorevole alla nostra tecnologia - e che,
dunque, proprio Lui fosse la persona meno adatta dinnanzi alla quale
comportarsi in quel modo. Quando si dice "ironia del caso" ! Ma la
cosa non finì lì ! Il 14 ottobre 2007 - a firma di 6 illustri fisici del
medesimo dipartimento : il prof. Giancarlo Ghirardi, il prof. Gaetano Senatore,
il prof. Fulvio Parmigiani, il prof. Rinaldo Rui, il prof. Giorgio Calucci ed
il prof. Nello Paver - sul quotidiano locale apparve un articolo nel quale, pur guardandosi bene dall' affermare che la tecnologia
B.E.F.E.C. non fosse in grado di produrre gli effetti promessi,
costoro tentarono di instillare nei lettori il dubbio che questi non fossero
scientificamente giustificabili in base alla correttezza della descrizione dei
principi del suo funzionamento, così come esposti dall' organizzazione del
concorso ed alla luce delle attuali ( LORO ! ) conoscenze in fisica.
Pur essendo fra i favoriti, la Start Cup 2007 non fu vinta da noi. Ma con la
lettera summenzionata era stato costruito, però, un utilissimo teorema che
correlava l'apparente incomprensibilità di quelle spiegazioni con un qualcosa
di paranormale e, come tale, certamente di truffaldino, insito nella nostra
tecnologia e ben nascosto sotto il segreto industriale e si cominciò a
ricamarvi sopra a iosa. Tutto avremmo potuto attenderci, in particolare delle
reazioni commerciali da parte della concorrenza, ma non che una tecnologia, in
grado di produrre effetti ben visibili, accertati e, soprattutto, certificati
fosse definita come operante nel paranormale. Qui iniziò la fase successiva
dell' attacco mediatico : quella riguardante gli aspetti "magici"
della nostra invenzione. Prima di continuare, riportiamo il lettore al fatto
che stiamo parlando solo di un sistema che elimina l' acqua dalle murature,
mica di una misteriosa arma letale, anche se le armi mediatiche che furono
usate contro di noi sarebbero state giustificabili nel solo caso in cui l'
avessimo usata per compiere i più efferati delitti. Se per paranormale si vuole
indicare qualcosa che è fuori della norma ciò non significa che sia
necessariamente anormale o da condannare, ma
soltanto che sia tanto innovativo da essere - come d' altronde lo deve essere -
non ancora "normale". E questa è proprio la peculiarità che ci ha
portato in finale alla Start Cup. Chissà se all' epoca dell' enunciazione della
sua rivoluzionaria teoria, Einstein fosse definibile come soggetto normale,
anormale o paranormale ? Quella volta non c' era il CICAP a poterlo dire con
inattaccabile certezza e mi rimane un assillante dubbio in proposito ! Se si accettasse
l' uso della parola "paranormale" come lo intende il CICAP, tanto
varrebbe, dunque, definire le prossime Start Cup come dei semplici festival del
paranormale con interventi di maghi e fattucchiere e tanto di danze sabbatiche
e majorettes ! Sant' Agostino, che doveva essere un Soggetto piuttosto scettico
in fatto di miracoli - forse un antesignano del CICAP, ma dalla acutezza di
ragionamento del tutto diversa - aveva affermato che i miracoli non avvenissero
in contrasto con la Natura, ma solo con quello che NOI conosciamo
della Natura ! Mi sembra che non vi sia nulla da commentare ulteriormente.
Torniamo, dunque, alle nostre vicissitudini : il 15 novembre 2007 fu scatenato
uno "spontaneo" blog contro la nostra tecnologia che non merita
alcuna descrizione : chi vuole goderselo basta che vada su Google, scriva
"targa enigmatica" e clicchi ! Ce ne sono anche altri, collegati,
sempre forniti della medesima squisitezza espositiva e dal turpiloquio fluente.
Se il lettore ha tempo da perdere o se è uno psicanalista in cerca di casi
interessanti, si legga tutte le 23 pagine che ci sono state dedicate per il SOLO
fatto di aver eliminato l' acqua dalla struttura dell' edificio della Camera di
Commercio di Trieste, in un più generale contesto di restauro esterno dell'
edificio ! Ho sentito giorni fa al telegiornale che un condannato per reati di
mafia si fosse lamentato di essere stato fatto oggetto di ben 11 pagine di
blog. Evidentemente, avendone, noi, collezionato ben 23, per il fatto di aver
scritto cose incomprensibili ( a chi non si sforza di comprenderle ) su una
targa apposta all' interno della C.C.I.A.A., abbiamo scoperto di aver commesso
un reato peggiore di quelli di mafia ! Ciò che mi ha fatto pensare all'
analogia con quanto subito dal Dr. Teodorani è il fatto che, mano a mano si
proseguisse nel tempo - e negli insulti - si cominciava ad intuire, prima nelle
menzioni dei partecipanti e poi, direttamente in prima persona, la presenza
censoria del CICAP, culminata nell' intervento della prof. Hack, che di quell'
organizzazione è la garante scientifica, a Striscia la Notizia del 19 febbraio
2008, ove ci ha paragonati al gruppo di Vanna Marchi & C. Ma di questo
parleremo fra poco. Il CICAP, dunque, entrò direttamente nella tenzone nel
gennaio del 2008 con un proprio proclama al giornale locale e su Internet in
cui affermò che l' aggettivo biofotonico - menzionato nel componente del
Sistema che è incluso in una targa fissata ad una parete interna della
C.C.I.A.A. - non avesse alcun riferimento fisico ( infatti lo ha nel campo
della biofisica, dove la nostra tecnologia ha visto la luce ! ) e fu, molto
spiritosamente, paragonato all' aggettivo "gravitonatalizio" ( www.cicap.org/friuli/targa.html ). In un' intervista resa al quotidiano locale
il 19 gennaio 2008 in merito a quelle altamente scientifiche deduzioni del
CICAP, avevo risposto che non gli riconoscevo alcun titolo ad esprimere giudizi
sulla nostra tecnologia e che se essa era in grado di fornire risultati
ripetitivi e dimostrava di essere gestibile essa ERA frutto di
conoscenze ignote al CICAP, ma non certo di filtri magici, anche se, per ovvii
motivi di riservatezza e di segreto industriale, non era divulgabile. Fa
meraviglia, anche nel nostro caso, come in quello del Dr. Teodorani, ove le
accuse sembrano essere fioccate senza alcuna cognizione di causa, che nessuno
dei sottoscrittori della lettera a noi dedicata si fosse preso la briga di
andare a consultare Wikipedia ( biophoton ) o gli scritti del prof. F.A. Popp
che, non solo è il "padre" di quel termine, ma che è fra i fondatori
dell' Institute of Biophysics di Kaiserslautern ( Germania ) ove i biofotoni
sono oggetto di approfondito studio, cosiccome avviene in altre Università
"eretiche", fra cui spicca anche quella vicina di Lubiana, in
Slovenia. Per mera curiosità, oltre che per verificare l' esistenza di un'
impressionante mole di informazioni sui biofotoni ed argomenti connessi, del
tutto ignoti all' onnisciente ed immarcescibile CICAP, si cerchi su Google
sotto "institute of biophysics kaiserslautern
popp". Da quella mole di informazioni si ha la prova che,
evidentemente, l' ora o poco più, di automobile che separa Lubiana da Trieste
non è solo un modo di misurare una distanza geografica, ma anche quello di
segnare l' abisso fra una cultura scientifica profondamente innovativa ed una
che di cosa si fa al di là dei nostri confini non sa nulla o finge di non
saperlo o deve fare in modo che gli "altri" non lo sappiano e sfrutta
della manovalanza informatica per perseguire i propri scopi. In ogni caso, una
soddisfazione ce la caveremo, inviando copia della lettera con questo parto
scientifico del CICAP proprio al Prof. Popp, che si farà un' idea molto precisa
dello stato della ricerca - come propugnata dal CICAP stesso - in Italia. Il
corrispondente tedesco del CICAP ( so che ce n' è uno, ma non perdo tempo a
cercarne il nome ) non si è mai azzardato di attaccare il Prof. Popp nè la sua
terminologia, visto che è uno dei capisaldi della Scienza germanica e mondiale.
Qui da noi, lo si può fare con il massimo candore e, poichè tali affermazioni
vanno a fagiuolo al pubblico che lo osanna in ogni caso, i tre firmatari del
proclama contro di noi hanno avuto perfettamente ragione a non perdere neppure
un attimo a documentarsi : vista la qualità dell' uditorio che è, poi, quella
del blog, perchè avrebbero dovuto farlo : è lo spettacolo del pubblico
linciaggio che conta e che il CICAP deve garantire, mica la verità ! Dunque, il
delitto di lesa maestà di cui sembriamo essere stati incolpati per aver
menzionato termini che dovrebbero andar appena sussurrati da chi non ha titolo
per farlo, può consistere proprio nel fatto che certe cose non debbono essere
di dominio di "non addetti ai lavori istituzionalizzati", ma solo di
quelli "eletti" a questo scopo. Durante lo sviluppo del famoso blog
vi sono stati interventi anche di giornali e periodici locali, tutti in nostro
favore, perchè badavano ai fatti e non al linciaggio gratuito ed -
evidentemente - pilotato. Ciò ha suscitato anche delle prese di posizione
contro di essi, per non voler partecipare "sportivamente" al
divertente linciaggio nei miei e nostri confronti e ci è andata di mezzo anche
qualche altra persona, entrata nel blog per caso - ignorando che fosse pilotato
- e, divenendo, pertanto, un mezzo di disturbo della democratica conversazione.
Come già detto, in tutto questo tempo, visto che i nostri lavori sperimentali
sono tutti qui a Trieste e sotto gli occhi di tutti, NESSUNO dei
nostri detrattori si è mai sognato di andare a fare una visita ufficiale sul
posto per vederne gli effetti. Ci sono stati, sì, strani soggetti che si
aggiravano per certe chiese ove il nostro sistema era operante, ma
evidentemente, il loro scopo era di non farsi notare e, proprio per questo,
sono stati notati e ci sono stati altri personaggi - tutti facenti capo all'
università - che in modo più o meno surrettizio, manifestando un assolutamente
ingiustificato interesse per la tecnologia, tentavano di farsi dare notizie al
riguardo, salvo infuriarsi quando non cadevamo nel loro trabocchetto, piuttosto
ingenuo, fra l' altro ! Gli unici che - per il ruolo ad Essi assegnato - hanno
visionato i risultati ottenuti nei luoghi ove la tecnologia è stata applicata e
ne hanno tratto le loro più che positive conclusioni sono il Direttore della
Start Cup 2007 ed il Docente incaricato dal Rettore dell' Università di Trieste
a stilare quella relazione tecnica presentata al Comitato Scientifico del
concorso. Evidentemente Costoro sono stati considerati due Personaggi di poco
conto - seppure professori ordinari nelle rispettive materie - e, comunque,
inferiori ai bloggari che si sentono l' emanazione del VERBO ! Visto
che, da parte nostra, non succedeva nulla e che, nonostante gli insulti che si
possono leggere sul blog, nessuno di noi vi ha dato bado, da parte
"nemica" si è deciso di mettere in atto un' escalation e fu così che
apparve sulla scena Striscia la Notizia, con un servizio certamente non al
livello degli scoop cui ci ha abituati. In buona sostanza, visto che nulla di
truffaldino era emerso e che la Camera di Commercio di Trieste, che avevamo
deumidificato con successo comprovato in contraddittorio, non aveva nulla da
rimproverarci, il servizio era stato montato dandogli un "taglio" derisorio
in modo che - comunque - ci fosse qualcosa di cui sparlare su di noi. Poco è
sempre meglio che niente ! Interessante, tuttavia, è stata la chiacchierata col
Sig. Moreno Morello - persona affabile e simpatica, di particolare cultura
versata nell' ambito del restauro e con solida preparazione giuridica. Non mi
ritengo autorizzato a divulgare l' oggetto di quanto ci siamo detti, ma è
significativo che se avesse avuto sentore di trovarsi di fronte ad una truffa
ben organizzata, non si sarebbe limitato a chiacchierare affabilmente con me al
telefono, più volte nella stessa giornata, ma si sarebbe precipitato nella
nostra sede per farci il contropelo e tutto ciò sarebbe stato registrato.
Evidentemente, qualcosa lo aveva convinto che non fossimo, proprio, quei criminali
che era stato mandato a smascherare ! Chi vuole godersi anche questa chicca
della disinformazione costruita con abili tagli del montaggio, vada sul sito di
Moreno Morello, clicchi su TV, Servizi Recenti, poi sul quadratino
contrassegnato dal n° 3 ed a fine pagina troverà il servizio del 19 febbraio
2008 "Una targa costosa". Clicchi lì ed attenda qualche minuto
affinchè il filmato si carichi e poi se lo guardi con calma... Qualche tempo
dopo, il 15 marzo 2008, il prof. Steno Ferluga, Presidente del CICAP Nazionale,
intervistato dal settimanale regionale ZENO, esponeva il ruolo che il CICAP e
lui stesso avevano avuto nell' organizzare tutto questo bailamme contro di noi.
Si può essere più ingenui da andare a confessare le proprie prodezze ad un
giornale ? Eppure il professore c' è cascato ed ora dovrà renderne conto alla
Magistratura !
Riandando a quanto detto, credo che tutta questa storia -
malafede a parte - sia dovuta ad una convinzione insita in un concetto
esasperatamente fideistico della scienza : La nostra tecnologia, non
divulgabile per ovvii motivi, è talmente "scientifica" da poter
offrire la perfetta riproducibilità del risultato in tutti i casi in cui
intervengano fattori che essa è in grado di gestire. Questo ci consente di
applicare una regola commerciale che nessun altro può offrire : il pagamento a risultato ottenuto ed accertato in
contraddittorio con la Committenza. Ebbene,
mentre la Clientela apprezza questo fatto in modo tangibile, visto che si
tratta in pratica di una prestazione con pagamento salvo buon fine, quando ci
si mette di mezzo lo scienziato dalla mente assolutamente "rigorosa",
nonostante questa clausola - fra l' altro imposta da motivi tecnici di
adattamento del sistema al manufatto da proteggere - ed un cospicuo curriculum con
attestazioni ufficiali, quel medesimo scienziato pretende di valutare la
scientificità solo in base a risultati di laboratorio, convinto di riuscire a riprodurvi la
situazione reale. Questo sistema non è
proponibile perchè non è il manufatto in sè che va trattato - come lo potrebbe
essere una costruzione sperimentale fatta in laboratorio, ad esempio, per la
prova dei carichi di rottura - ma lo sono le
condizioni cui quel manufatto è sottoposto e che provocano la risalita d' acqua
a dover essere simulate ! E queste ultime non sono
assolutamente riproducibili in laboratorio, perchè sono connesse all' ambiente
in cui il manufatto si trova. Allora, perchè non considerare scientificamente
valido l' esperimento fatto sul campo e sull' edificio che interessa proteggere
? Se non fosse più importante agire sul caso effettivo anzichè su uno simulato
- con le distorsioni che la simulazione comporta - come mai nel campo
farmacologico - dunque acclaratamente scientifico - si sa benissimo che la
sperimentazione sui poveri animali da laboratorio non è affidabile come quella
che si potrebbe condurre sull' uomo ? Quando lavoriamo sul campo, invece, noi
riusciamo sempre nel nostro intento, perchè abbiamo individuato i motivi della
risalita d' acqua, che alla fine è solo un effetto di concause piuttosto
complesse e, pertanto, non riproducibili tra le quattro mura di un laboratorio
! Sembrerebbe che il fatto che la nostra tecnologia sia in grado di produrre
effetti sul campo senza essere passata attraverso un laboratorio che la
vivisezioni, sia sufficiente per affermare che la tecnologia sia frutto non di
attività scientifica ma di magia ! Se, poi, fosse veramente tutto frutto di
magia e noi avessimo questi poteri, mi perdonino il CICAP ed i suoi accoliti,
ma bisognerebbe avere la mente bacata per pensare che noi li useremmo per
svolgere un lavoro così gravoso lasciandoci, per di più, insultare dal primo
pigiatasti di computer che si sveglia al mattino con il piede sbagliato e non
ce ne andremmo per gli affari nostri a goderci la vita nelle dimensioni
spaziotemporali di maggior gradimento. Evidentemente noi saremmo anche dei
maghi scemi ! E' il massimo ! Tutto ciò a me sembra un' idiozia ! E, per
fortuna, della stessa idea è la potenziale Committenza, visti i riscontri avuti
dopo il nostro intervento al Salone del Restauro 2008 di Ferrara, tenuto il 3
aprile alle 12:30 in Sala D sul tema "L' eliminazione non invasiva e
permanente dell' umidità di risalita nelle grandi opere : il comprensorio del
S.S. Redentore, a Venezia". A quell' intervento tecnico era intervenuta
tanta di quella gente che la sala era gremita all' inverosimile e molti non
avevano trovato posto a sedere. E, poi, alla fine del tempo concessoci ( 1 ora
) siamo stati monopolizzati dal pubblico sino alle 15:30, quando potemmo fare
ritorno al nostro stand ! Evidentemente - come avemmo modo di constatare - chi
ha problemi di umidità ha interesse che gliela si tolga - se poi si paga solo a
risultato avvenuto, meglio ancora - ed a nessuno importa quanto tempo abbiamo
impiegato, quanta acqua gli abbiamo tolto dai muri e quanta ne è rimasta : all'
incontro tecnico l' Uditorio ha avuto la prova che l' acqua siamo in grado di
farla sparire e ciò è stato sufficiente ! Si è dimostrato che, in quel campo,
siamo dei maghi, appunto ! E ne siamo orgogliosi nè più ne meno che fossimo dei
maghi del pallone ! Tornando alle bizzarrie, la scienza è talmente schiava ( o,
forse, ci marcia ad uso nostro ) di questo condizionamento assurdo della
sperimentazione in laboratorio ad oltranza, anche quando non serve a nulla, che
se noi asciugassimo tutta Venezia, il fatto potrebbe venir considerato
scientificamente irrilevante, se non addirittura mai avvenuto oppure, se sì,
certamente dovuto ad un fatto concomitante accaduto su Alpha Centauri, perchè
l' azione sul vero obbiettivo non è considerata altrettanto scientificamente
valida quanto quella espletata su un muro di calcestruzzo costruito ad hoc in
laboratorio e, magari, bagnato con una pompa, anzichè intriso d' acqua per i
motivi che noi ben conosciamo e che riusciamo a contrastare anche su superfici
di dimensioni del S.S. Redentore, appunto, a Venezia ! Invertendo i termini
della prova, si evidenzia l' assurdità dell' assunto : chi ci garantisce che
una metodica scientificamente corretta e tale da riuscire ad asciugare un muro
in laboratorio - dunque in modo altamente scientifico ma improprio - consenta
di fare la stessa cosa proprio sulla struttura appena menzionata ?
Per questo motivo, sui nostri pieghevoli distribuiti al
Salone del Restauro 2008 di Ferrara - che ha avuto, lo ribadiamo con orgoglio,
enorme successo di pubblico e di riscontri, nonostante la presenza di quel blog
che deve essere risultato troppo artificioso per essere veramente credibile ed
è finito per farci della insperata pubblicità - ci siamo permessi di citare una
frase di Einstein " TUTTI SANNO CHE UNA COSA E' IMPOSSIBILE DA REALIZZARE,
FINCHE' ARRIVA UNO SPROVVEDUTO CHE NON LO SA E LA INVENTA ".
Forse il nocciolo della questione sta proprio in questo ! E
quello che abbiamo tentato di spiegare più sopra, trova in un' altra citazione
del Benemerito un' ulteriore conferma : " LA TEORIA E' QUANDO SI SA TUTTO,
MA NON FUNZIONA NIENTE. LA PRATICA E' QUANDO FUNZIONA TUTTO, MA NON SI SA IL
PERCHE'. IN OGNI CASO SI FINISCE SEMPRE CON IL CONIUGARE LA TEORIA CON LA
PRATICA : NON FUNZIONA NIENTE E NON SI SA IL PERCHE' ".
Mettiamo assieme queste due citazioni ed avremo la
verosimile spiegazione dell' aggressione sproporzionata all' argomento del
contendere che è stata innescata dal fatto che non intendiamo rendere di
dominio pubblico la nostra tecnologia. La non conoscenza di certi fenomeni
consente, a chi è preposto a farlo, di far apparire "paranormale" una
cosa che per altri è perfettamente normale e spiegabile, ma secondo schemi che
i primi non accettano perchè accettarli equivarrebbe a creare sconquassi nelle
proprie certezze. Ed allora cosa c' è di più facile che dare del paranormale a
tutto quello che non si capisce per mettere in cattiva luce chi ne sa più degli
altri e ad assolvere chi non sa niente. Il CICAP è lì proprio per occuparsi di
queste faccenduole, che diamine !
Solo che questa volta CICAP, Hack, Ferluga, Striscia, Blog
ed altri free lancers non si sono resi conto di aver colpito un’ azienda seria
e non dei ciarlatani che spariscono alla sola vista degli Angeli Vendicatori.
Un’ azienda deve salvaguardare ad ogni costo la propria immagine ed il proprio
futuro, opponendosi alla caccia alle streghe con tutti i mezzi che ha e non può
permettersi di fare finta di nulla, non curandosi di lor …
Dedico questo mio intervento al Dr. Teodorani ed a tutti
quelli che hanno vissuto esperienze come la mia, sperando che espongano le
proprie sul medesimo blog, senza che si intasi, perchè penso che siamo in tanti
ad aver qualcosa da raccontare !
Cordialità.
Dr. Mario Zandegiacomo ( amm. unico della B.E.F.E.C. International -
Italia - Srl, Via del Pucino 127, 34014 Trieste )