Dr. Massimo Teodorani,
Ph.D.
Astrofisico
Chiunque abbia avuto occasione di
accedere alla pagina http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=12495 del
sito web Vialattea.net avrà sicuramente avuto modo di leggere
uno strale esplicito sparato all'indirizzo del sottoscritto da parte del Dr.
Silvano Fuso (membro di un certo spicco all'interno del CICAP). Avevo
proposto al Dr. Fuso di postare sullo stesso sito una mia replica, ma lui mi ha
risposto dicendo che non è il caso dal momento che poi lui dopo dovrebbe dare
una sua ulteriore risposta e che (come me) non ne ha il tempo. Per cui tanto
vale continuare a giocare a birilli con le persone in modalità a telecomando,
visto che questa è la moda in questo paese, mentre io mi limito solo a
rispondere alle provocazioni, e non ad innescarle. Rispondo allora in
questo sito dove appare questo mio articolo - che ritengo neutro ideologicamente
- e ringrazio chi mi ospita per estendere questa mia risposta al Dr. Fuso e a
quelli che assieme a lui e/o tramite lui hanno deciso di cercare o volere lo
scontro frontale. Ovviamente so benissimo che questa gente è mossa dal puro e
semplice scopo di ingenerare provocazione, nonchè di seminare pubblicamente
discredito gratuito: le ragioni di tutto questo non mi sono ignote. Non sono la
prima persona ad aver subito queste angherie e non sarò certamente l'ultima.
Tutti conoscono, penso, la ragione per la quale certe cose succedono. In ogni
caso tutto questo non mi inquieta più di tanto, dal momento che certi personaggi
sono seguiti solo ed esclusivamente da personaggi simili a loro, più che altro
compatiti da larghissima parte degli intellettuali e da una parte dello stesso
establishment scientifico ufficiale. La mia risposta alle "critiche al
personaggio Teodorani" che segue è pacata ed è quella che segue.
I libri che il
sottoscritto ha pubblicato (per una larga parte di essi vedasi pagina
web: http://www.macrolibrarsi.it/autori/_massimo_teodorani.php),
quelli a cui sono rivolte le gratuite critiche del Dr. Fuso (ma ancora non
so quali dei miei libri egli abbia effettivamente letto), sono stati
scritti solo ed esclusivamente sulla base di documentazione scientifica
effettivamente esistente, pubblicata su libri monografici, interviste estensive,
riviste scientifiche internazionali con e senza referee e siti web di carattere
tecnico, tutti ampiamente e puntualmente citati nella bibliografia che si trova
alla fine dei miei libri. Chi avrà occasione di *leggere realmente* i miei libri
troverà tutta la documentazione in fondo agli stessi. Pertanto quelle esposte
dal sottoscritto in questi libri non sono "sue idee personali" bensì
considerazioni e analisi comparative (a volte anche critiche) relative
a materiale effettivamente pubblicato da scienziati (e non da
paragnosti) che studiano in maniera interdisciplinare *anche* l'anomalia
nonchè aspetti ancora controversi delle scienze fisiche. Alcune considerazioni
dell'autore (il sottoscritto) dei suddetti libri nascono anche da una
parte (recente) delle sue ricerche e da aspetti comparativi con simili
investigazioni effettuate da altri, ma mai da "idee personali", visto che il
sottoscritto è un astrofisico e non un opinionista nè un abituè di salotti
televisivi. Esiste differenza marcata tra una "opinione" e una "considerazione",
ma chi oltre a leggere con gli occhiali affumicati denota anche scarse capacità
di astrazione concettuale, evidentemente non ha gli arnesi per cogliere la
differenza.
E comunque, a
prescindere dalle considerazioni più terra-terra, anche ai fisici a volte è
consentito "speculare", non come azione fine a sè stessa, ma come esplorazione e
proposizione di possibili linee di ricerca per provare o confutare certune
ipotesi. Le tesi affermate nei libri del sottoscritto non sono acritici
dogmatismi come una lettura molto superficiale e tendenziosa ha probabilmente
portato a credere o a far credere, (nonchè lettura derivante da informazioni
per sentito dire, oppure tratta da strumentalizzazioni veicolate da certuni siti
web new age evidentemente da certuni interpretati come rappresentativi del mio
pensiero, per il sol fatto che i miei libri vi sono citati senza che il
sottoscritto lo sapesse) ma si tratta semplicemente di ragionamenti
relativi *anche* alla effettiva e dimostrata esistenza di alcuni fenomeni
definiti molto infantilmente come "paranormali" (la difficoltà di riprodurre
tali fenomeni a piacimento non è affatto sinonimo della loro inesistenza),
non affermazioni arbitrarie relative al meccanismo che genererebbe questi
fenomeni, dal momento che la fisica che ne sta alla base si trova ancora solo su
un piano di pure ipotesi di lavoro, per quanto logicamente fondate, e non di
certezze, come qualcuno vorrebbe mettermi in bocca. Dire che la meccanica
quantistica potrebbe spiegare una parte di questi fenomeni, non significa
affermare che la meccanica quantistica "ha spiegato" gli stessi. L'intervento
del "personaggio Teodorani" al documentario su Rol di Nicolò Bongiorno è solo
una serie assemblata di brevissimi spezzoni di una intervista durata molto più
a lungo, in cui si spiegava in dettaglio quella che è la posizione (e non
"presa di posizione" o "esordio") esatta del sottoscritto: proprio sulla
base di documentazione scientifica esistente (quasi tutta straniera),
evidentemente non nota, o non gradita, all'estensore della critica e ai
personaggi (ben noti) che probabilmente l'hanno istigato a muoversi in
quella maniera.
La comunità scientifica
- e con essa il consenso che ne deve derivare - a livello sia nazionale che,
soprattutto, mondiale è un ente molto più vasto di una sola parrocchia di
quartiere, e un solo sito web e/o associazione (scettica o
meno) non sono affatto rappresentative del pensiero ufficiale e condiviso
della scienza in senso lato. Semplicemente, come ben si sa, molti accademici
(e la loro claque che di solito accademica non è mai stata nè a livello
formativo nè a livello operativo), ignorano totalmente o desiderano
ignorare deliberatamente l'esistenza di certe ricerche, svolte non in una cucina
o in un sottoscala (o dentro la bocca o sotto i piedi di qualcuno), ma
in laboratori attrezzati e/o in base a modellistica matematica (il più delle
volte non in questo paese). Se i lettori vanno a guardarsi questo
precedente intervento del Dr. Fuso ( http://www.vialattea.net/esperti/php/risposta.php?num=7581 ),
tanto per citare un esempio, noteranno che qualunque scienziato anche molto noto
debba avere la ventura di occuparsi del paranormale o argomenti correlati, viene
tacciato per essere "uno che esprime sue opinioni personali" (ovviamente
fuori dal seminato del "sapere accettato e condiviso").
Se ci si pensa un pò
sopra non è difficile capire che chiunque abbia la fortuna/sventura di dire e
documentare come esattamente stanno le cose (in qualunque situazione e
campo), verrà immediatamente tacciato per "opinionista personale". Al che,
non è affatto difficile intuire da cosa realmente nasce il cosiddetto "consenso"
nelle istituzioni scientifiche, che poi sono un corollario dell'intera società
umana. Da che mondo è mondo chi non si allinea al pensiero dominante
(ovvero: al potere che lo rifocilla) è considerato uno che "esprime
opinioni" (in sostanza uno che vaneggia, mentre per ragioni simili nella
vecchia URSS questo genere di persona veniva confinata fino alla morte nei ben
noti Gulag), a prescindere dagli studi e dalle ricerche svolte. E va ancora
bene. Un tempo non era nemmeno possibile esprimere opinioni, pena la morte, come
spesso succede anche quando ci si debba confrontare con le più tipiche società
mafiose. Oggi *sembra* vigere un regime di semi-democrazia, e quindi anche il
Dr. Fuso ha pieno diritto di esprimere le sue opinioni, così come il
sottoscritto (che si trova a vedere il proprio nome usato senza essere stato
coinvolto in un dibattito) quello di replicare, come sta facendo
adesso.
Quanto sta succedendo è
davvero interessante. E lo ribadisco con una piccola metafora. Ricordo che al
liceo una volta alcuni compagni di scuola e di loro merende (integralisti di
una certa ben nota organizzazione politica) mi dissero che io esprimevo
"opinioni personali" in merito a fatti precisi relativi ad un certo
settore (che non centra con l'argomento qui dibattuto), mentre altri di
un'altra organizzazione politica (paradossalmente alleata con la
prima) mi dissero che avrebbero "detto una novèna per me": in realtà, per
via della loro innocente ignoranza, pregiudizio, convenienza e scarsa voglia di
studiare, l'argomento era a loro per forza di cose completamente sconosciuto.
Eppure un certo tema era a loro talmente indigesto che preferivano ignorare che
esistesse una ricca panoplia di fonti su quel dato argomento. Questo è un
esempio di come certi dogmatismi scettici (o "zetetici", o "zelotici", che
dir si voglia), unitamente a chi li induce, portino a creare - nel loro
stesso ambito - un approccio completamente irrazionale in merito alle posizioni
da tenere. Queste persone credono di essere "scettiche", ma in realtà non sanno
di avere un "Bias" al loro interno che, come rumore sovrapposto al segnale
(che non emerge mai), inficia le loro effettive capacità di giudizio in
merito ai fatti obiettivi del mondo e alla relativa documentazione che li
comprova. Alcuni di questi scettici sono in buona fede, altri non lo sono
affatto. In sintesi concludo questa parte con una breve frase, che sicuramente
alcuni più che volentieri recitano: "Siccome, assieme alla massa di cui faccio
parte, sono ignorante su quello che invece tu sai, allora, dal momento che conta
solo il pensiero della maggioranza, decido che quello che tu dici è una tua
opinione personale". In U.R.S.S. (ma anche nel periodo delle inquisizioni
medioevali della Chiesa) le cose andavano esattamente così. Oggi la moda
dell'inquisizione si è trasferita da una parte all'altra, e cioè alla "chiesa"
che oggi conta di più nella società, quella che piagnucola in continuazione
ogniqualvolta qualcuno dall'esterno desideri capire quello che fanno lì
dentro.
Il fatto che certuni affermino che i
fenomeni paranormali non esistono denota evidentemente una innocente ma visibile
ignoranza sulla problematica, probabilmente anche in merito alle procedure
metodologiche per tentare di studiarli. Purtroppo è l'osservatore stesso a
interferire sui dati (il meccanismo dell'interferenza in fisica è ben noto,
e forse un giorno potremmo estenderne l'universalità ad altri campi per oggi
poco conosciuti), pertanto al fine di studiare certi fenomeni in
particolare (ma non quelli normali) occorre studiare assieme sia
l'osservatore che l'osservato e non solo il secondo. La Luna, le stelle e le
galassie continuano ad esistere anche quando non le guardiamo, mentre altri
fenomeni invece sembrano dipendere strettamente da chi li osserva. I fenomeni
paranormali non seguono un meccanismo a orologeria perfettamente riproducibile
secondo i canoni sperimentali classici che ben si applicano al mondo della
fisica classica e dell'astrofisica: conosco bene queste ultime ricerche per
averle fatte a lungo, e ovviamente ne riconosco l'efficacia. Certuni ritengono
che invece anche i fenomeni paranormali dovrebbero essere gestibili negli stessi
termini: non lo sono, anche se a volte sono misurabili con la nostra
strumentazione e studiabili con la cosiddetta "meta-analisi" di carattere
statistico.
Del resto un certo tipo di
"vetero-scientismo" non deve meravigliare: individui non abituati a pensare a sè
stessi come una "coscienza" (vedi URSS e Chiesa del medioevo, di cui
sopra) non possono che pensarla alla loro vecchia maniera (come
sostanzialmente sosteneva Karl Marx gli uomini sono stomaci, o meglio, "punti
materiali" e come tali vanno gestiti nell'ambito di una gran massa informe,
mentre il concetto di "spiritualità" è una allucinazione dell'imperialismo
capitalista), che però li rende completamente e candidamente ciechi di
fronte ad una *realtà più estesa* relativa all'universo in cui viviamo. Dobbiamo
attivare nuovi (o forse antichissimi) arnesi che ci servano ad
estendere la nostra percezione del mondo, e a costruirne una descrizione
completa e precisa. Per fare questo dobbiamo necessariamente estendere
(e NON eliminare) i metodi della scienza, qualora si debbano studiare
fenomeni particolari, e per fare questo dobbiamo imparare a conoscere bene noi
stessi e l'uso del nostro cervello. Perchè, a prescindere da chi abbia creduto
di rubarne la paternità in passato (così come anche la musica di Richard
Wagner), è sostanzialmente questo l'obiettivo che si poneva Friedrich
Nietzsche, ed è anche il mio.
Nessuno può davvero mettere in dubbio il
metodo scientifico tradizionale quando si debbano esaminare gli oggetti normali
della realtà, ma alcune evidenze (chiare e nette) hanno dimostrato che
esso risulta incompleto quando invece si tratta di studiare fenomeni aleatori
come quelli chiamati con il termine naive di "paranormali": un termine che non
piace a chi li sta realmente studiando. Il fatto che questi fenomeni non si
riproducano a piacimento non dimostra affatto la non-esistenza dei fenomeni
stessi, ma dovrebbe semmai invitare i ricercatori a spremere un pò più le
meningi e le sinapsi in merito alla natura completa della realtà che ci
circonda, e magari ad impegnarsi un pochino di più nello studio. Si tratta di
fenomeni che avvengono il più delle volte in maniera transiente, ma tali eventi
possono essere lo stesso studiati e misurati, perlomeno da menti attente e non
dormienti: non deve esistere spazio per la superficialità in questi studi, e men
che meno per il pregiudizio. Semmai occorre moltissimo rigore, ridondanza nella
sperimentazione, e cautela nei modelli interpretativi. In caso contrario si
ripiomba nell'ignoranza, e - cosa ancor peggiore - si istiga il grande pubblico
a perpetrare e a diffondere l'ignoranza, nonchè ad educare le masse alla stessa.
Ma la scienza - per la stessa accezione del concetto che essa rappresenta - non
dovrebbe conoscere limiti alle sue capacità di penetrazione, che a volte
richiedono flessibilità e capacità di rinnovarsi. La nostra scienza è molto
giovane, e ha ancora molto potenziale di crescita davanti a sè. Io parlo non
solo in termini di contenuti ma anche in termini di estensioni (e non
sostituzioni) dei metodi.
Può essere che tutta questa repulsione
al nuovo sia dovuta ad un retaggio religioso di natura istituzionale che
vorrebbe il mondo fisico e il mondo "metafisico" (altro termine davvero
aulico e ridicolo) come due entità completamente separate. Alcuni
scienziati dopo aver attentamente studiato certe evidenze giungono alla
conclusione che questa separazione non solo è errata ma anche alla radice di
molte malattie mentali, in primo luogo perchè questi stessi scienziati non
credono nella presunta "sacralità" delle religioni istituzionali (seppur
rispettando la Fede dei credenti negli aspetti più genuini e meno istituzionali
delle varie religioni), e in secondo luogo e soprattutto perchè ritengono
che la Scienza (e solo quella) debba descrivere TUTTA la realtà, intesa
non come due enti separati ma come un solo ente fatto di materia e spirito, dove
questi interagiscono continuamente tra loro. Che lo "spirito" debba essere
inteso come "ente trascendente" (il ramo cattolico) per alcuni e
"inesistente" (il ramo ateo, alleato "storicamente, a livello di
compromesso", con il primo) per altri, questo non convince affatto (per
ragioni che ho spiegato estesamente nei miei libri) alcuni tra gli
scienziati, i quali proprio per questa ragione si rapportano in una aspirazione
di "Neo-Illuminismo" nei confronti della Scienza nella sua più elevata accezione
del termine. Un neo-illuminismo in netta rotta di collisione sia contro
l'oscurantismo di religioni e/o sette totalizzanti sia contro l'oscurantismo di
una scienza che, seppur vincente e condivisa in alcuni aspetti, è considerata
però decrepita in altri. Si riconosce semmai alla scienza tradizionale
l'efficacia del relativo metodo di indagine (quello
matematico-sperimentale), che - seppur attraversato da storiche cantonate
- funziona piuttosto bene nel descrivere il mondo della materia. Ma non si
riconosce più la scienza tradizionale (in particolare quella italica)
quando essa pontifica su argomenti che non conosce oppure ha studiato molto
superficialmente, o per nulla: in questo essa sicuramente appare più come una
*religione* che non come una vera pulsione esplorativa. Mi è ben noto che alcuni
tra i reali rappresentanti del mondo scientifico ufficiale e istituzionale
(anche italiano) condividono il mio pensiero, mentre associazioni che
si autoproclamano "scettiche" non da tutti vengono considerate come
rappresentative della scienza istituzionale, e da altri addirittura non vengono
considerate nemmeno come associazioni scettiche.
Le associazioni scettiche in
sè dovrebbero avere davvero un ruolo-chiave proprio per arginare il problema
dell'oscurantismo introdotto da certune sette e pseudoreligioni di larga
diffusione, ma questo non succede dal momento che queste pseudoreligioni, in
particolare, trionfano e lucrano sovrane e impunite, ovunque nel mondo, e
l'Italia non è da meno. E' per castrare radicalmente queste sette e/o
pseudoreligioni che dovrebbe servire una vera associazione di controllo sulle
affermazioni relative al paranormale, e non esiste alcun diritto democratico
(che si proclami come etico) a legittimare l'operato di certune
pseudoreligioni o sette, dall'effetto e dall'impatto devastante sulla società in
generale. Certune associazioni scettiche si limitano a "studiare" o
semplicemente a osservare certi personaggi, quando invece - proprio per i danni
sociali che questi creano - dovrebbero farli rinchiudere a vita in una classica
e poco confortevole gattabuia. Ma si sa, dietro le più grosse di queste sette (3
le più importanti a livello mondiali), ci sono gruppi di potere e imperi
economici difficili da fronteggiare. Per cui meglio infilare la coda tra le
gambe, e prendersela con gli scienziati dissidenti (e io lo sono non per
una, ma per due ragioni, come si puntualizzerà nel seguito), come di fatto
succede in Italia. In Germania, terra poco prona a prendere ordini da presunte
superpotenze dominanti anche sul suolo europeo, perlomeno è stato negato
legalmente spazio di manovra ad una ben nota di queste sette (che ama
auto-definirsi "religione"), in Italia non mi risulta che questo sia
successo.
Fintanto che la Scienza non prenderà in
mano seriamente il problema dello studio dei "fenomeni paranormali" e degli
aspetti più scomodi della scienza, continueranno a proliferare le
pseudoreligioni in oggetto e con esse l'oscurantismo, sia come *malsane*
utilizzatrici di "poteri" che l'uomo ha da sempre ma non controlla in base a
leggi scientifiche ancora sconosciute, sia come millanteria in merito a poteri
dichiarati ma inesistenti, e sia come abbindolamento di una società poco
critica. Occorre creare al più presto una Nuova organizzazione (e non:
associazione) che affronti criticamente i problemi qui esposti sia a
livello di repressione a tolleranza zero delle pseudoreligioni che a livello di
studio serio dei fenomeni paranormali e delle anomalie fisiche in generale. In
parole povere: ignorare certi fenomeni a livello scientifico, significa
delegarne la gestione ai paragnosti di turno e alle organizzazioni potenti ma
demenziali che ad essi fanno capo.
L'impressione del sottoscritto è che la
principale associazione scettica italiana non abbia studiato sufficientemente a
fondo la questione della ricerca sui fenomeni paranormali e su svariate altre
stranezze, minata come essa è da pregiudizi di ogni sorta e da palesi carenze
etiche quando si tratta di emettere certune critiche distruttive senza la base
di una solida documentazione a riprova delle stesse. Inoltre questi "scientisti"
confondono palesemente la "pseudoscienza" con la "scienza di frontiera",
pertanto denotano una preoccupante lacuna di natura epistemologica, quando si
tratta di prendere in considerazione fatti ben precisi. Resta difficile
comprendere la disinvoltura di queste persone che si autoproclamano "scettiche"
quando attaccano alle spalle senza tanti complimenti altre persone (sempre
ignare) a loro non gradite, e senza volere mai con esse un confronto
diretto: a cosa è dovuta questa loro disinvoltura, alla "botte di ferro" in cui
per forse note ragioni si troverebbero, oppure all'incoscienza? Oppure a una
malfatta e inopportuna lettura della storia nel senso del divenire
dell'evoluzione politica di questo "paese", con in fattispecie il momento
esattamente attuale? Forse - come certuni extracomunitari e loro consimili
italiani - credono davvero che in questo paese sia ancora tutto consentito e che
la "tolleranza zero" non faccia parte della democrazia? Il mio consiglio è che
prima di camminare, controllino anche il terreno su cui si muovono, perchè
potrebbe succedere che un dato palazzo - tanto per fare una metafora - sia
segato alle sue fondamenta, mentre i suoi occupanti continuano a camminarvi
dentro come topolini che si muovono dentro una scatola mentre un analista li
porta in un'altra stanza.
E' fin troppo chiaro a questo
punto che all'orizzonte c'è davvero il rischio di uno "scisma" all'interno delle
istituzioni scientifiche, perlomeno quelle in Italia (non penso che in paesi
come quelli Germanici o altri paesi come la Slovenia e la nuova Russia, per fare
tre esempi molto emblematici, sia necessario alcun scisma dal momento che certe
ricerche su argomenti di frontiera vengono considerate un fiore all'occhiello e
un motivo di orgoglio; a titolo di esempio, in alcuni di questi paesi è ben noto
cos'è un *biofotone* per averlo rilevato nei loro laboratori utilizzando
fotomoltiplicatori e non come farneticazione "gravitonatalizia": a questo
proposito vedasi come esempio di pertinenza: www.cicap.org/friuli/targa.html ), che possa portare ad un divorzio netto e irreversibile tra
"sciento-fideisti incalliti" da una parte e "scettici dalla mente aperta"
dall'altra, ma senza lasciare spazio alcuno a nessuno dei cosiddetti "fideisti
credenti" (che scienziati non sono) o a simile sciamaneria. Un divorzio
consensuale, dove entrambe le parti dovranno comunque rispettarsi, ed
eventualmente collaborare in certune occasioni, in specie per combattere la
piaga sociale costituita da maghi, sette e pseudoreligioni. Sicuramente gli
"scettici dalla mente aperta" non si limiteranno a tentare di espandere gli
orizzonti della Scienza, ma vorranno Istituzioni Scientifiche dove i criteri di
reclutamento e di gestione dei fondi all'interno delle stesse siano trasparenti
e neutri, e non come quelli che si sono ripercorsi vergognosamente da 50 anni a
questa parte, e proprio per questo il motto potrebbe essere anche qui null'altro
che: tolleranza zero. Soprattutto per questa ragione il sottoscritto (e non
solo) ritiene che le strutture dedite alla ricerca in questa ben nota
"espressione geografica" vadano radicalmente cambiate in primo luogo in senso
realmente meritocratico e in secondo luogo in senso effettivamente innovativo
sul piano della reale esplorazione scientifica,nell'interesse delle nuove
generazioni, ovviamente, così recentemente disamorate dall'iscriversi a corsi
universitari nelle materie scientifiche in questo paese.
Intanto, pensiamoci bene. L'esistenza di
certi argomenti di frontiera purtroppo lascia spazio anche a certe inquietanti
devianze - di fronte alle quali la principale associazione scettica
italiana costituisce un ostacolo minore di quello costituito da
una mosca morta - tutte interessate a fare opera di
strumentalizzazione e disinformazione, in specie alcune devianze che hanno la
loro radice nella peggior feccia New Age e in quelli che la alimentano. Occorre
pertanto creare al più presto una associazione statale (e non
privata, seppur decentrata come si conviene ad uno stato che sarà a tutti gli
effetti Federale) ad indirizzo marcatamente scientifico e legale il cui
scopo sia di: a) combattere e sopprimere recisamente qualunque devianza e
aberrazione ai danni dei cittadini; b) studiare con attenzione, senza malizia
(dentro le istituzioni, e non fuori di esse), e con i mezzi di indagine
adeguati, i cosiddetti "fenomeni paranormali" e approfondire certe questioni
scottanti della fisica, per troppo tempo accantonate, ignorate, aborrite e
decisamente mal studiate e interpretate dalla malafede, dai paraocchi e da
una pigrizia intellettuale tutta italiana, ancora troppo interessata a
perseguire "quello che conviene fare" piuttosto che "quello che è *giusto*
fare".
Per il resto il miglior consiglio che mi
sento di dare a chi vuole continuare a pensare costruttivamente è quello di
compatire amorevolmente chi dimostra la propria cecità mentale ed etica, e di
andare avanti, perchè i "muri" che si crede di vedere sul proprio cammino sono
solo un'illusione messa lì a bella posta per tenere questa società ferma alla
preistoria, e governata dall'ingiustizia e dalla menzogna.