Il comportamento di una persona, ha diverse caratteristiche,dovute principalmente
a:
- carattere personale (dalla
nascita)
- come ha vissuto la sua infanzia
e adolescenza
- l'ambiente familiare educazione
ricevuta
- rapporti sociali e affettivi
Nel
divenire adulto la persona acquisisce tutta una serie di nozioni dovute
alle sue esperienze,esprimendo così la sua individualità
ed identità nei confronti della vita sociale,potendo compiere ragionamenti
secondo i canoni dettati dalla sua personalità (anche se nella
società attuale il ragionamento asettico è sempre più
difficile metterlo in atto).
Esiste però una situazione in cui l'individuo subisce un cambiamento
in maniera inconsapevole, ma che può rientrare negli eventi naturali
di una persona durante le sue esperienze di vita,e cioè trovandosi
all'interno di una massa di persone la sua personalità subisce
un cambiamento.
[1*] Cambierà in quanto la massa è
straordinariamente influenzabile e credula,manca di senso critico,niente
per essa è inverosimile.pensa per immagini che si richiamano le
une alle altre per associazione,come negli stati in cui l'individuo da
libero corso alla propria immaginazione,senza che un istanza razionale
intervenga sul grado della loro conformità alla realtà,per
l'individuo che fa parte della massa non esiste la nozione dell'impossibile.*Ecco
che la persona uscendo dal contesto di folla torna ad essere ciò
che è sempre stato,con il suo spirito critico agendo in base ai
ragionamenti individuali,percorrendo la sua vita in tutta normalità.
Eppure persone normali le quali conducono la loro vita serenamente scoprono
ad un tratto che qualcosa non va, una sensazione che nasce spontaneamente
nella routine quotidiana, oppure scaturisce da un significativo evento
per l’inconscio delle persone,come aver visto per esempio un cane
che abbaia ad un gatto salito su un albero,questa immagine tipo sarà
come un codice che attiva uno stato fino a quel momento assopito dentro
le persone ,avendo l’impressione di vivere all'interno di un altro
contesto con una sensibilità differente.
Caratteristiche simili di ciò che avviene all'interno di una massa
di persone e comportarsi secondo i canoni della folla in base agli studi
fatti da luminari della psiche, quali Freud e LeBon.
Durante questa percezione nella loro mente iniziano ad affiorare sporadici
ricordi…………
[2*] le conseguenze dell'esperienza post
abduction sono molto poco documentate,una psicologa brasiliana Gilda Moura
in riferimento al suo lavoro con i “rapiti”, racconta delle
abilità paranormali che molti rapiti brasiliani hanno dimostrato
dopo l'esperienza.Queste comprendono un aumento della capacità
telepatica,chiaroveggenza,visioni che spesso hanno a che vedere con l'ecologia
del mondo,il futuro dell'umanità e la giustizia sociale. La minoranza
di queste persone tenta di darsi delle spiegazioni ed in alcuni casi sottoponendosi
anche ad ipnosi,altre persone invece tentano una sorta di rigetto e rifiutano
l’accaduto seppellendolo nelle parti più nascoste del cervello,altri
ancora
cercano di dargli una spiegazione razionale.
Non sappiamo quante persone abbiano avuto esperienze simili,ma ritengo
che tali persone siano più di quante ne possiamo immaginare,credo
anche che solo le persone con più forza interiore cercano delle
risposte, e queste invece sono una minoranza.
Non condivido
molto il pensiero di Freud,devo dire però che sono d’accordo
sulla sua analisi della psicologia delle masse insieme a quella di Le
Bon , e sono convinto che bisognerebbe cercare di trovare una relazione
tra il comportamento che un soggetto ha nel post abduction, e il comportamento
assunto stando all’interno di una folla, possono sembrare 2 aspetti
che non hanno nulla di attinente,penso però che sarebbe interessante
approfondire una ricerca indirizzata su questa linea,in quanto potrebbe
dar vita a nuove riflessioni sul fenomeno abduction.(anzi invito qualsiasi
psicologo-\ga - interessato alla partecipazione di un eventuale ricerca
a contattarmi).
La persona durante l’abduction riceve un condizionamento che di
riflesso si trasporta inconsciamente nel post abduction, anche una persona
all’interno di una folla riceve un condizionamento “naturale”
che come abbiamo visto porta ad una perdita di capacità critica,in
questo caso però fino a quando rimane inserita all’interno
della massa di gente, ma nella post abduction questa capacità individuale
critica viene accentuata oppure possiamo avere dei casi in cui ci si comporta
a livello inconscio seguendo schemi di ragionamento differenti a prima
e simili ad un “anima” collettiva?
Le Bon già a suo tempo aveva espresso il concetto di anima collettiva,
anche se le sue riflessioni derivano da pensieri di altri precursori,
La descrizione e la valutazione dell’anima collettiva di Le Bon
Indubbiamente,essi avevano osservato attentamente tutti i fenomeni dell’anima
collettiva che hanno descritto,ma si possono opporre a loro altre manifestazioni
delle formazioni collettive,da cui si può ricavare un giudizio
più favorevole sull’anima della folla.
Lo stesso Le Bon conveniva che,in certe situazioni,il livello morale della
folla può essere più elevato di quello dei singoli individui
che la compongono,e che solo le collettività possono dar prova
di un grande disinteresse e di un forte spirito di sacrificio.
L’interesse personale,che costituisce pressoché l’unico
motivo d’azione per l’individuo,nelle folle non ha quasi mai
una parte importante.
Alcune persone che hanno vissuto l’ abduction durante l’ipnosi
ricordano visioni di eventi catastrofici,e situazioni dove la sua persona
diventa un tutt’uno con gli esseri “alieni” che hanno
causato la sua anomala esperienza,in quel momento esiste forse una sorta
di simbiosi con quegli esseri?, altri hanno cercato di combattere ciò
che gli stava succedendo in quel momento,ma per quest’ultimi l’opporsi
è servito?
Teniamo presente
ciò che disse McDougall il quale ipotizza che mettersi in opposizione
durante un esperienza di condivisione è pericoloso.
Non bisogna assolutamente stupirsi se quell’individuo che fa parte
di un contesto di folla,compiere ed approvare cose che in condizioni di
vita normali disapproverebbe.
Se scoprissimo veramente il comune denominatore che lega i “rapiti”
tra loro,sono convinto che troveremo la chiave per poter decifrare un
fenomeno, credo che questo comune denominatore vada ricercato nella mutazione
dei comportamenti caratteriali di una persona nel post abduction.
Supponiamo per un attimo che il legame che stiamo cercando sia l’espressione
dell’anima collettiva che si manifesta nella persona , abbiamo potuto
notare come molti adotti abbiano rinvigorito le energie per indirizzarle
alle problematiche ambientali,alle questioni di giustizia sociale,ed altre
cose le quali sono di riferimento per il bene comune di tutte le persone,possiamo
dire allora che le conseguenze comportamentali delle persone che hanno
o hanno avuto delle interferenze aliene sono tutte positive? Personalmente
non credo che si possano trarre conclusioni che vadano
verso il positivismo o al contrario verso il negativismo, una cosa è
certa azzardando un mio pensiero di “confine” ,che alcune
persone inconsapevolmente ricevono influenze indirizzando il loro comportamento,
ritengo non ci sia da meravigliarsi in quanto noi stessi usiamo metodi
simili per fini molto poco nobili,non abbiamo forse creato agenzie pubblicitarie
che tentano di farci cambiare le nostre scelte durante le spese quotidiane?,
ci riescono?,non ci riescono? chi lo può dire?!,poniamoci semplicemente
una domanda, avremmo comprato lo stesso quel prodotto se non avessimo
guardato quella pubblicità in tv per 4 volte al giorno?.
La cosa che sappiamo di sicuro però è l’esistenza
dell’agenzia pubblicitaria che ha lo scopo d’influire le scelte,e
nessuno può negare questo, ipotizziamo ora l’esistenza di
una tecnologia non certo convenzionale altamente evoluta tale da poter
agire sulla psiche di alcune persone, le quali i ricercatori gli hanno
dato il nome di “rapiti” , sappiamo che esiste ma non capiamo
ancora come questo può avvenire,esiste veramente il prelievo fisico
o è solo una percezione della persona che si ripercuote a livello
psicosomatico,ma la cosa che penso sia quella più importante è
lo scopo,ed è lo scopo che determina l’atto e niente nasce dal caso.
Tralascio volutamente l’aspetto traumatico delle abduction,ovvero
le fasi iniziali e le dinamiche dei vari test “medici” ai
quali vengono sottoposti i prelevati,ma per rimanere nel contesto della
postabduction mi soffermerò su tutto ciò che riguarda i
momenti prima del rilascio e le ripercussioni nella vita della persona
che inconsapevolmente è stata coinvolta a vivere un’esperienza
anomala,per cercare di essere più chiaro possibile molto sinteticamente
evidenzierò alcune testimonianze, che ritengo più significative,e
le quali fanno nascere spontaneamente alcune considerazioni:
[2*]In
seguito all’incontro ( alieno ), Ed scoprì di essere più
intuitivo e più sensibile a tematiche sociali,politiche e scientifiche,e
“che gli altri ragazzi mi guardavano come per dire, ehi ma chi è
questo pazzo!”.
Dopo
il nostro incontro ( John Mack ), Ed scoprì di sentirsi sempre
più turbato “per il futuro della terra” riguardo “all’eco-instabilità”
e alle “aggressioni alla terra”
(parla
John Mack)i restanti 40 minuti della nostra seduta d’ipnosi furono
occupati da ciò che Ed ricordava riguardo alle informazioni ricevute
durante il rapimento.
La sequenza del nostro dialogo non può riportare accuratamente
l’ordine di questi pensieri e le immagini che rivisse a quel tempo.
Il racconto era costellato di immagini apocalittiche,l’essere comunicava
con Ed per via telepatica in quelli che Ed definisce “termini allegorici”,inviandogli
un messaggio di “instabilità del nostro pianeta,un instabilità
eco-spirituale ed emotiva …le eruzioni vulcaniche sono un simbolo
….un torreggiante pinnacolo di rabbia in eruzione.Non erano eiaculazioni
di piacere ma eruzioni di angoscia.State attenti!Pulsanti onde di eruzione,che
ondeggiano,travolgono e avviluppano tutto intorno a voi”.Ed protestò
“perché mi parli per allegorie? Non sono un poeta”.
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Peter
disse: I nostri interessi e i loro sembrano coincidere,gli esseri hanno
un legittimo interesse nei confronti del nostro pianeta,come un vecchio
che vede un bambino fare delle cose che potrebbero nuocergli e non possono
lasciare che il bambino si faccia male,stiamo avvicinandoci ad una sorta
di cataclisma e loro vogliono aiutarci.
Sicuramente
possiamo pensare la difficoltà da parte dell’esaminatore
del soggetto a poter tenere un atteggiamento asettico e imperturbabile,pertanto
anche l’esaminatore può subire una certa inconsapevole influenza
dettata dalla sua propensione di pensiero verso il fenomeno,anche se questi
si chiama Jhon Mack, nel descrivere specialmente in un libro queste esperienze,senza
dubbio però le persone che si sono trovate di fronte a questa esperienza
anomala esternano dopo una serie di sensazioni che li caratterizzano:
Sensibilità maggiore verso le tematiche ecologiche e sociali
Identificazione con l’entità aliena,senza provare nessun
timore per questo
Pur provando timore,esiste un inspiegabile senso d’identificazione
con l’entità aliena
Continua la paura in modo discontinuo,con a volte situazioni che rasentano
il panico,ma che comunque dimostrano sempre questa rafforzata sensibilità
verso il pianeta.
Molte
volte suddividiamo gli alieni nelle due categorie buoni - cattivi,forse
si assume questo atteggiamento per pigrizia mentale,oppure perché
cerchiamo di semplificare il più possibile, ma usando questo approccio
si rischia di cadere in una sorta di razzismo,ci sono gli alieni dalla
razza buona e ci sono gli alieni dalla razza cattiva.
Tenendo per buono questo tipo di ragionamento dove praticamente è
una questione di razza, ammesso e non concesso che tutte l’entità
aliene siano biologiche,ma allora anche noi siamo una razza biologica,pertanto
noi facciamo parte dei buoni o dei cattivi? Personalmente non credo che
possiamo anche noi collocarci tra buoni e cattivi,ma se a tutti i costi
ci si deve esprimere,io non credo che possiamo ritenerci tanto buoni visto
le atrocità che siamo in grado di fare sia nei confronti della
nostra stessa “razza” e sia nei confronti del pianeta che
ci ospita, tanto è vero che questo comportamento continuiamo a
tenerlo nel corso del tempo, dentro di noi sappiamo di commettere molti
errori, ma non vogliamo ammetterli il più delle volte,e non troviamo
il coraggio di correggerci.
Di grande intuito la ricerca condotta da Kenneth Ring, professore di psicologia
all’Università del Connecticut,la sintesi del suo studio
collegato alle abduction è stato divulgato nel libro “The
Omega Project” 1992, dove mette in comparazione l’esperienze
di premorte con l’esperienze d’interferenze aliene e/o abduction,
trovando analogie interessanti,le quali possono dare vita a nuovi e stimolanti
ragionamenti.
Note di riferimento:
[1*]
Sigmund Freud - "Psicologia delle masse e analisi dell'io"
1921
[2*]
John E. Mack - "Rapiti" 1995