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Intervisra a un medico allopatico
Autore :: Administrator Account
Data :: lun 04/27/2009 @ 08.01
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Confessioni
di un medico allopatico
- martedì 21 aprile 2009
di Andrea Doria
Pubblico qui di seguito un condensato di un dialogo personale intercorso tra me
e un medico chirurgo allopatico, ora omeopata convinto, del quale non intendo
fornire alcuna generalità poiché, cito dalle sue parole, verrebbe
immediatamente “stroncato nella carriera e 'nella vita privata'“. Avviso sin
d'ora che il testo, così come si leggerebbe alla voce CONTROINDICAZIONI che
compare sul foglietto illustrativo di qualsiasi farmaco, può scatenare a tratti
delle emozioni contrastanti e forti sintomi di rifiuto o rigetto potrebbero
presentarsi in modo eloquente. Mai leggerlo prima e dopo i pasti. Come faccio a
sapere che questo è quanto potrebbe accadervi? Sono i medesimi sintomi che ho
avuto io quando questo medico, 'face to face', mi ha concesso questa
'intervista' informale.
leggi articolo
Confessioni
di un medico allopatico
- martedì 21 aprile 2009
di Andrea Doria
Pubblico qui di seguito un condensato di un dialogo personale intercorso tra me
e un medico chirurgo allopatico, ora omeopata convinto, del quale non intendo
fornire alcuna generalità poiché, cito dalle sue parole, verrebbe
immediatamente “stroncato nella carriera e 'nella vita privata'“. Avviso sin
d'ora che il testo, così come si leggerebbe alla voce CONTROINDICAZIONI che
compare sul foglietto illustrativo di qualsiasi farmaco, può scatenare a tratti
delle emozioni contrastanti e forti sintomi di rifiuto o rigetto potrebbero
presentarsi in modo eloquente. Mai leggerlo prima e dopo i pasti. Come faccio a
sapere che questo è quanto potrebbe accadervi? Sono i medesimi sintomi che ho
avuto io quando questo medico, 'face to face', mi ha concesso questa
'intervista' informale.
Avverto infine che il medico è a conoscenza di questa mia pubblicazione e,
RIBADISCO L’AVVERTIMENTO, non ha alcuno scopo terapeutico. L'autore pertanto
non si assume alcuna responsabilità per l'utilizzo di queste informazioni, che
sono state riportate così come gli sono pervenute durante il dialogo. Al solito
a voi il compito di assumerne il giusto significato secondo vostra coscienza.
Andrea – “Come mai hai deciso di diventare Omeopata?”
Medico – “Non l'ho deciso. E' stata una scelta quasi 'forzata' perché in
vent'anni di carriera allopatica non sono mai riuscito a guarire nessuno.
Quando da giovane decidi che vuoi fare il medico non è solo per far contenti
'papà e mammà', così che possano vantarsi con vicini o con i parenti di avere
finalmente un Dottore in famiglia. Sì, ci sono anche quelli che lo fanno
unicamente per quello, per sentirsi un giorno chiamare 'Dottore' (e in
accademia ne conosci parecchia di gente così) ma primariamente molti altri
sentono e vogliono davvero aiutare le persone.”
Andrea – “Ma non lo fanno mi par di capire dal senso che stai dando alla
risposta...”
Medico – “La convinzione è quella, credimi... Inizialmente dentro al futuro
dottore c'è seriamente la voglia di aiutare le persone a guarire dalle loro
sofferenze. Siamo esseri umani come gli altri, soggetti alle medesime emozioni
e sentimenti di chiunque altro. Non siamo mica robot! Poi col tempo quella
illusione svanisce perché ti scontri con la realtà dei fatti. Una realtà che
mai avresti immaginato prima di prendere il dottorato.”
Andrea – “Interessante termine hai usato: 'Illusione'. A quale illusione ti
riferisci di preciso?”
Medico – “All'illusione che prendere il dottorato ti porti automaticamente ad
aiutare la gente. Ciò è un assunto assolutamente falso. Certamente occorre
conoscere bene l'anatomia e la biologia del corpo umano, su questo non si
discute, ma conseguire il dottorato con tutte le onoreficenze non ti porta
automaticamente a 'guarire' la gente. Semmai questo ti porta ad avere un
riconoscimento. Un prestigio di rilievo nella Società. Così come nessun
farmaco, e sottolineo nel modo più convinto la parola 'nessuno', attualmente è
portatore di guarigione, se per guarigione s'intende stroncare la 'malattia'.”
Andrea – “Sono parole forti queste.”
Medico – “ah, lo so bene, ma è la verità...”
Andrea – “Perciò deduco da quello che mi dici che, come medico, sei costretto a
mentire ai tuoi pazienti.”
Medico – “Costretto no, ma è una condizione immanente che comunque si viene a
creare, volente o nolente. Non posso dire al paziente, come medico allopatico,
che il farmaco che gli sto somministrando non solo è inutile, ma blocca un
processo assolutamente naturale che il corpo necessita come 'sistema di difesa'
e ‘scarico rifiuti’. E pensare che nel giuramento moderno di Ippocrate è
scritto tutto l'opposto.”
Riporto qui di seguito il Giuramento Moderno di Ippocrate, fornitomi dal
medico, che si è obbligati a rispettare 'alla lettera'. Lo si legga bene e si
cerchi, laddove se ne ravveda la ragione, il netto contrasto con la realtà
oggettiva di tutti i giorni.
01) di esercitare la medicina in libertà e indipendenza di giudizio e di
comportamento;
02) di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della
salute fisica e psichica dell'uomo e il sollievo della sofferenza, cui ispirerò
con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni
mio atto professionale;
03) di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un
paziente;
04) di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana,
contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le
mie conoscenze;
05) di prestare la mia opera con diligenza, perizia, e prudenza secondo scienza
e coscienza ed osservando le norme deontologiche che regolano l'esercizio della
medicina e quelle giuridiche che non risultino in contrasto con gli scopi della
mia professione;
06) di affidare la mia reputazione esclusivamente alla mia capacità
professionale ed alle mie doti morali;
07) di evitare, anche al di fuori dell' esercizio professionale, ogni atto e
comportamento che possano ledere il prestigio e la dignità della professione;
08) di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni;
09) di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno
indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni
differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia
politica;
10) di prestare assistenza d' urgenza a qualsiasi infermo che ne abbisogni e di
mettermi, in caso di pubblica calamità a disposizione dell'Autorità competente;
11) di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera
scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è
fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto;
12) di osservare il segreto su tutto ciò che mi è confidato, che vedo o che ho
veduto, inteso o intuito nell'esercizio della mia professione o in ragione del
mio stato;
13) di astenermi dall'“accanimento” diagnostico e terapeutico.
Andrea – “Se ciò che mi hai detto prima è vero, queste tredici regole sono una
vera e propria presa per il culo, consentimi. In particolar modo la 13! Dovete
astenervi dall'accanimento diagnostico e terapeutico?! Ma questo punto
contrasta fortemente con ciò che nella realtà accade!”
Medico – “Lo so. Ti riferisci ai recenti casi di accanimento terapeutico
sbandierati in TV. Quella è solo politica non l'avevi capito? E' dalla
fondazione dell'Ordine dei Medici che il medico sa di non potersi accanire
contro il volere dell'ammalato. E' anche vero che per contrastare questo punto
del giuramento, chiunque potrebbe tirare in ballo l'Interpretazione Giuridica'
che si può dare a tale regola. Ma sono tutte seghe mentali di un manipolo di
intellettualoidi.”
Andrea – “E' allucinante!”
Medico – “Sono vent'anni di carriera che dico la stessa cosa.”
Andrea – “Per riprendere brevemente ciò che mi stavi dicendo circa il 'processo
naturale del corpo' come sistema di difesa... cosa intendi esattamente?”
Medico – “Ti faccio un esempio, banale se vuoi, ma rispecchia esattamente il
meccanismo di cui ti sto parlando. Quando ti viene la febbre tu che fai?”
Andrea – “Personalmente mi imbottivo di tachipirina...”
Medico – “E perché lo facevi?”
Andrea – “Per volevo 'guarire' dalla febbre?”
Medico – “Errato. Lo facevi per tornare in piedi il più velocemente possibile.
Tutto in questa società deve essere veloce. 'Fast' come direbbero quei poveri
squinternati d'oltre oceano. Non ti puoi permettere di startene una settimana
buono buon nel lettino tuo perché rischi il licenziamento. La verità, quella
vera, è che non si può 'guarire' la febbre perché non è per nulla una
'malattia', ma è un PROCESSO NATURALE CHE IL CORPO ADOTTA PER LIBERARTI DALLA
'MERDA' CHE HAI PRODOTTO, scusami il termine. E assumendo la tachipirina, o
qualsiasi altro farmaco analogo, blocchi un processo naurale che ti porterebbe
invece alla vera guarigione!”
Andrea – “Mi stai dicendo che quando si ha la febbre è un processo di
guarigione in atto?”
Medico – “Esattamente, e tu come paziente che fai? Lo FERMI! La cosa più
illogica del pianeta! Se a casa tua vai nel bagno a defecare e non tiri mai
l’acqua che succede?”
Andrea – “Che le feci si accumulano una sopra l’altra... e aggiungo che non è
un bello spettacolo.”
Medico – “Non lo è di certo. E cosa ti fa pensare che il funzionamento del
water sia diverso da quello del corpo umano? Certo il corpo non è un ‘water’,
nel senso pieno del termine, ma si comporta come tale se non ‘tiriamo mai lo
sciacquone’! Non è un enfasi super-umanista dire che il corpo umano è davvero
una 'macchina' priva di difetti. Una 'fabbrica' in piena regola, e quando
questa cerca di smaltire i rifiuti tossici prodotti da un vivere a dir poco
malsano, noi cosa facciamo? Interrompiamo la catena e mettiamo un tappo allo
scarico! E se mettiamo il tappo allo scarico cosa succede?”
Andrea – “mmmm... che i rifiuti tossici non vengono smaltiti...”
Medico – “... e se non vengono smaltiti dove rimangono?”
Andrea – “... nella fabbrica/corpo?”
Medico – “Bingo!”
Andrea – “Come puntarsi una pistola alla tempia insomma...”
Medico – “I casi di decesso immediatamente il blocco di una banale 'febbre'
superano ogni immaginazione.”
Andrea – “Perciò cosa mi consigli in caso di febbre?”
Medico – “Ma di lasciarla sfogare! Sì lasciala sfogare... non prendere nulla! I
medici negli anni '30-'40, quando la saggezza era ancora considerata una virtù
nell’arte medica e non una vergogna irrazionalista come oggi, consigliavano la
bollitura di un buon vino rosso e un sacco di riposo.”
Andrea – “Il Vin Brulé...” http://it.wikipedia.org/wiki/Vin_brul%C3%A9
Medico – “Appunto...”
Andrea – “Allora perché la gente continua ad andare dal medico?”
Medico – “Ora non esageriamo. Il mestiere del medico non è inutile, anzi ribadisci
questo concetto nella tua pubblicazione mi raccomando! Ma il medico però deve
essere più un consigliere, un amico, poiché conosce bene l'arte con la quale il
corpo umano funziona e può indicarti una strada possibile... per guarire.”
Andrea – “Ma...?”
Medico – “Hanno paura... è evidente! Il fatto è che le persone vengono da me
già imbottite di cacca chimica fino al midollo. Si sono già presi di tutto e
senza risultati concreti (ovviamente) e mi guardano come se io fossi la loro
unica speranza. E quando tu gli domandi il classico “Allora? Come andiamo? Come
sta oggi?”, loro languidamente ti guardano con lo sguardo perso nel vuoto e ti
rispondono “Non lo so, me lo dica lei Dottore che cosa ho...” In vent'anni di
carriera che anche soltanto uno mi avesse detto una cosa diversa da questa. E’
questa la condizione reale con la quale un medico deve lavorare giornalmente.
Roba da matti! Sono io che devo dire al paziente che cos’ha, ma mai che sia lui
a dirmi che cosa ha fatto per trovarsi come sta. La gente è diseducata ad avere
rispetto per se stessa, ecco il succo del discorso! Vengono da me imbottiti
peggio di un tossico e mi domandano che cos'hanno! ... Ma cazzo ne sò io che
cos'hai tu santa miseria! Ti strafoghi di pasta al glutine e ogni genere di
porcheria chimica possibile; hai il colesterolo alle stelle perché non hai le
palle per rinunciare nemmeno a una mentina; trangugi ogni liquido possibile
purché sia alcolico e poi corri da me imbottito di farmaci chiedendomi che
cos’hai?!?! Hai che sei un imbecille e un irresponsabile... ecco cosa sei! ...”
Andrea – “Quindi la condizione del medico è quella che è oggi perché la gente
non ha sufficiente rispetto per se stessa...”
Medico – “Anche! E' così! ... e qualunque collega può confermarti quanto ti sto
dicendo. Non si punti sempre il dito indice contro il dottore e verso la
medicina in generale perché le persone non hanno i coglioni per affrontare con
responsabilità i problemi che creano giornalmente a loro stessi. Perciò io cosa
dovrei fare, che la legge mi sta col fiato sul collo tutti i giorni? Dire al
paziente di prendere il Vin Brulé e di starsene a riposo? Se quello muore, e
non certamente per una febbre, ma a causa della vita di merda che conduce ci
vado di mezzo io... e io ho famiglia... Ma se gli somministro il farmaco allora
si chiama ‘effetto collaterale iatrogeno’, e questo è ammesso per legge. La
legge mi dice che come medico DEVO PRESCRIVERE FARMACI... PUNTO... non devo far
altro, e perciò è quello che faccio! Sono costretto a fregarmene della salute
della gente perché come individuo di questa società, devo fare quello che mi si
chiede: rispettare la legge.”
Andrea – “Capisco... non se ne esce...”
Medico – “Ma certamente che se ne esce! E l’unico modo per farlo è che la gente
impari una volta per tutte a vivere nel modo più adeguato, rispettando il
proprio corpo come se fosse davvero un tempio! La gente ha dimenticato di
AVERCELO UN CORPO, santa miseria! Un corpo di cui prendersi cura! Se ne
ricordano solamente quando stanno male! Eppure senza di esso non potremmo fare
tutte le faccende di cui ci occupiamo giornalmente! Personalmente trovo triste
e incredible che ci siano persone che si occupino più dell’aspetto della loro
auto che della salute del proprio corpo... E’ assurdo capisci? Non ha senso!
Tutto è proiettato verso l’esterno, e le persone, come prima cosa la mattina,
anziché pensare al loro benessere sono già piene di cazzi e problemi nella
testa... ma come credi che il corpo reagisca a tutto questo?”
Andrea – “Stai parlando della somatosi delle malattie?”
Medico – “L’errore più madornale che la medicina ufficiale abbia mai potuto
fare è stato eliminare il concetto di ‘mente’ dal loro vocabolario.”
Andrea – “Dimmi la verità... se puoi... quante malattie sono davvero d’origine
biologica.”
Medico – “Nella mia esperienza, ma anche in quella di molti altri colleghi che,
segretamente si tengono per sè le loro idee, meno del 10%, e sarei già
ottimista.”
Andrea – “Meno del 10%?!!”
Medico – “Sì è quello che ho detto... meno del 10%. Mi sono accorto da solo,
quando lavoravo in ospedale e venivo pagato anche bene, che molte cose non
tornavano in ciò che avevo imparato in accademia.”
Andrea – “E cioé?”
Medico – “Si presentò un caso particolare. Una malata terminale venne
ricoverata al reparto rianimazione.”
Andrea – “E cosa c’è di strano in questo...”
Medico – “C’è di strano che la madre di questa malata mi chiese di poter stare
un giorno intero da sola nella stanza in cui si trovava ricoverata.”
Andrea – “Una giornata? E per fare che?!”
Medico – “Si era portata un’amica che aveva tra le braccia una copia del ‘Libro
Tibetano dei Morti’ e voleva farle fare una specie di ‘rituale’ sulla figlia.
Un pò scosso dalla richiesta le dissi che, sebbene io rispettassi la sua
credenza religiosa (enorme cazzata perché negli ospedali devi sentire quali
oscenità vengono dette su questa gente) ciò non era possibile in quanto il
regolamento dell’Ospedale lo vieta espressamente.”
Andrea – “E quindi?”
Medico – “Mi prese per un braccio disperata. Cercai di divincolarmi per non
lasciarmi trascinare dalla sua preghiera, anche perché la cosa mi stava
costando un certo imbarazzo. C’erano dei colleghi presenti nel corridoio in
quel momento. Ma le sue parole non uscirono dalla ‘sua bocca’, se comprendi
cosa intendo. Mi disse che avrei potuto fare uno strappo alla regola, e ciò non
avrebbe potuto nuocere minimamente all’ammalata, che comunque era già stata
considerata ‘terminale’ a tutti gli effetti. Che differenza avrebbe potuto fare
in effetti? Così, dopo aver preso accordi con qualche amica infermiera per dare
un occhio che nessuno entrasse nella stanza, le dissi che le avrei concesso
mezza giornata, non un minuto di più.”
Andrea – “Credo già di saperlo come sia andata...”
Medico – “Bravo. E’ andata che la ‘malata terminale’ alla fine della mezza
giornata se ne stava seduta placidemante sul letto tutta sorridente.
Successivamente, tenuta in osservazione per circa una settimana l’abbiamo
rispedita a casa, perché tutti gli esami eseguiti per quella malattia, dopo
quell’evento, risultarono negativi... non aveva più nulla...”
Andrea – “Di cosa è era malata?”
Medico – “Epatocarcinoma, una malattia cronica del fegato. Ogni ora muoiono 2/3
persone di questa malattia.”
Andrea – “E ora come sta?”
Medico – “La figlia di quella donna? Oggi benissimo, considerato che le avevano
già preparato il certificato di morte. Ogni tanto mi viene a trovare e mi porta
dei fiori bellissimi.”
Andrea – “Ma dico, tu... come prendesti la cosa?”
Medico – “Ma come vuoi che l’avessi presa... In quel periodo, come molti dei
miei colleghi, la ritenni una casualità, anche se il fatto devo ammettere mi
cambiò dentro. Così iniziai a farmi delle domande, domande che prima non mi
sarei nemmeno sognato...”
Andrea – “L’esistenza di Dio?”
Medico – “Anche, ma primariamente se non vi fosse stata una enorme falla in
quello che avevo imparato in accademia. Io mi ritengo una persona razionale,
credimi, ma quando incominciai a chiedere ad altri colleghi se vi fossero stati
casi analoghi al mio, con mio enorme stupore, scoprii di non essere il solo a
pormi gli stessi dubbi... Porca puttana Andrea, lo sapevi che durante le rare
volte in cui i medici statunitensi scioperano il tasso di mortalità diminuisce
ogni volta?”
Andrea – “Non mi stupisco affatto...”
Medico – “E’ vero... la iatrogenia ammazza più gente ogni anno che in un
qualsiasi conflitto bellico...”
Andrea – “La iatrogenia non è la morte causata dal trattamento medico per una
malattia specifica?”
Medico – “Esattamente. Non per la malattia in sè, ma per il trattamento per
quella malattia.”
Andrea – “Quindi adesso non sei più scettico circa la possibilità
dell’individuo di guarire se stesso.”
Medico – “Non dovrei dirlo... è severamente proibito alla classe medica dire
queste cose... comunque sì, sono convinto al 98%. Il cancro, ad esempio,
costituisce il 74% di questi casi, ma anche un'ampia gamma di altre malattie
potenzialmente mortali regrediscono “misteriosamente”. La maggior parte di
questi casi hanno luogo dopo che il paziente a fatto un'importante
trasformazione psicologica per ricreare una vita maggiormente significativa.
Ciò suggerisce che la maggior parte delle persone si ammalano perché hanno
perso tutte le speranze che la loro vita sarà mai buona.”
Andrea – “Mi hai detto che all’Ospedale guadagnavi bene... e ora?”
Medico – “Ora non arrivo come tutti alla fine del mese. E meno male che ho una
moglie meravigliosa che mi ha supportato e mi supporta tutt’ora. Non prendo più
di 80 euro a seduta, e non vedo più di uno, due pazienti al giorno. Le volte
che ne visito tre si contano sulla punta delle dita.”
Andrea – “Questo per il tempo che dedichi a ognuno di loro?”
Medico – “Ogni seduta ha una media di due ore, due ore e mezza... Con questi
ritmi non posso vedere molta gente...”
Andrea – “Ma dimmi dunque... adesso almeno guariscono?”
Medico – “Guariscono... e me lo dimostrano quotidianamente...”
Andrea – “E’ tuo il locale qui o sei in affitto?”
Medico – “Sono in affitto...”
Andrea – “E come fai?”
Medico – “Ho i miei genitori che di tanto in tanto mi aiutano...”
Andrea – “Ma in omeopatia non ci sono, diciamo, ‘incentivi’ di vendita per i
farmaci che proponete?”
Medico – “No. In omeopatia il ‘rimedio’ non costa mai più di tre, quattro
euro... e non sono veri e propri farmaci.”
Andrea – “Mentre invece in allopatia?”
Medico – “Eh, lì le cose sono molto diverse, soprattutto le percentuali per le
prescrizioni.”
Andrea – “Cioè?”
Medico – “Ogni ricetta che prescrivo, come medico, posso arrivare a prendere
anche il 40/60% su ogni farmaco venduto...”
Andrea – “Eeeeh?!? Il 60%?!?”
Medico – “Hai capito?”
Andrea – “Ma scusa mi sembra un’esagerazione...”
Medico – “Hai capito dunque? Ma come faccio come ‘Dottore’ a desiderare la tua
guarigione, se la tua ‘malattia’ è il mio conto in banca perpetuo e la mia
vacanza alle Seychelles?!”
Andrea – “Dire che in questo momento provo una forte nausea è riduzionistico.”
Medico – “Sono vent’anni che mi tocca di sorbirmi questo schifo... ne ho le
palle piene, ma non posso dirlo. Almeno non pubblicamente. Mi radierebbero
dall’ordine immediatamente, e non lascerebbero più in pace me e la mia
famiglia.”
Andrea – “L’inquisizione non è mai morta...”
Medico – “Anzi, era meglio prima oserei dire. Almeno ti davano fuoco subito e
finiva lì. Adesso ti sputtanano pubblicamente e, credimi, hanno in possesso
tutti i mezzi per farlo... Pensa che ho fatto una ricerca con delle scoperte
eccezzionali, per eliminare del tutto qualsiasi malattia cronica... con un
semplice ‘rimedio’ e un bicchiere d’acqua... e non posso pubblicarlo.”
Andrea – “Le ragioni sono che ti sputtanerebbero?”
Medico – “Peggio. Sarei proprio morto...”
Andrea – “Guarda ora devo proprio lasciarti... ho davvero il mal di stomaco...”
Medico – “Lo immagino... ma per quel tipo di nausea non esiste alcun rimedio...
Solo la propria dignità ti permette di ‘guarire’ da questo schifo.”
Andrea – “Io ti ringrazio immensamente di queste tue parole. Spero possano far
riflettere molta gente. Tu che farai adesso?”
Medico – “Continuerò con il mio tram-tram quotidiano, con l’amarezza di non
potermi mostrare pubblicamente a raccontare lo schifo che ho dovuto mandar giù
in questi vent’anni, ma almeno spero di aver dato un piccolo contributo.”
Andrea – “Fai finta di avere davanti in questo momento un gruppo di persone.
Cosa diresti loro?”
Medico – “Imparate una buona volta a rispettare la meravigliosa creatura che
siete... tutto qui.”
Andrea – “Grazie infinite.”
Medico – “Grazie a te.”
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Centrali nucleari... NO GRAZIE
Autore :: Administrator Account
Data :: dom 03/29/2009 @ 07.48
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CENTRALI NUCLEARI….NO GRAZIE
Alcune considerazioni... e prendo
spunto su quanto disse Carlo Rubbia un giorno
" Non esiste un nucleare sicuro, o a bassa produzione di scorie." per
chi non lo sdapesse Carlo Rubbia è un fisico nucleare premio Nobel nel 1984,che
dite forse ne capisce qualcosa?........
leggi articolo
CENTRALI NUCLEARI….NO GRAZIE
Alcune considerazioni... e prendo
spunto su quanto disse Carlo Rubbia un giorno
" Non esiste un nucleare sicuro, o a bassa produzione di scorie." per
chi non lo sdapesse Carlo Rubbia è un fisico nucleare premio Nobel nel 1984,che
dite forse ne capisce qualcosa?
Il problema di per se non è tanto il processo nucleare per la produzione di
energia elettrica,il problema sul processo è l'uomo,è l'uomo che controlla
tutti i sistemi,io posso aver fiducia piena certo nei nostri ingegneri
nucleari,ma sono pur sempre uomini e come tutti sono fallibili,in riferimento a
questo voglio ricordare che in base alle indagini svolte in seguito
all'incidente catastrofico di Chernobyl l'anomalia che fece scaturire il
disastro fu imputata all'errore umano per non aver eseguito alla lettera alcune
procedure standar giornaliere,e sappiamo tutti cosa accadde subito dopo.
Ma i geni del governo italiano hanno pensato dove costruirle in Italia le
centrali? abbiamo una alta densità di popolazione in base alla superfice
dell'Italia,sicuramente i prescelti saranno contentissimi di avere una centrale
nucleare nel "cortile di casa".....
Questi geni del governo si saranno fatti spiegare che l'Italia è una nazione
ancora molto sismica? possono esserci le centrali di quarta di quinta di sesta
generazione, lo sapranno cosa potrebbe accadere se l'epicentro di un forte
sisma si trova nelle immediate vicinanze di una centrale....
Per ultimo ma non certo ultimo il problema delle scorie... vi ricordate cosa è
successo in Basilicata qualche anno fa??? dove le portano, qualcuno gli ha
spiegato a questi geni che non c'è cosa peggiore dell'inquinaqmento
radiattivo,capace di creare mutazioni genetiche per generazioni.
Invece di pensare seriamente ad energie alternative rinnovabili finanziando
ricerca e sviluppo nel settore,pensano solo a fare i soliti inciuci con
politici di altri stati nel caso specifico Sarkozy .....
Luigi 25 02 09
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Dal Forum Sentinel
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Benvenuto dall'associazione Sentinel Italia
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Il caso Punta Raisi
Il pilota civile Vincenzo Garofalo dichiarò di aver fotografato il 3 settembre 2006, nei pressi di Punta Raisi, con la macchina fotografica digitale, un presunto UFO. L’ immagine venne diffusa per la prima volta nel settembre 2008 su Raidue, in un programma mattutino in cui si parlava della vicenda di Caronia, in Sicilia, ove avvennero combustioni in varie abitazioni non ancora spiegate dai ricercatori...>>>CONTINUA

 Prossimamente il nuovo numero del 2009

COMUNICATO del 06 10 2008
COMMISSIONE ESECUTIVA SENTINEL ITALIA
OGGETTO : Codice Deontologico
In data 5 ottobre 2008, il Presidente di Sentinel Italia Paolo Bolognesi, ha chiesto formalmente, a norma dell'art. 3 (sezione: Generalità) del Codice di Comportamento adottato da Sentinel ITALIA (versione concordata dai membri fondatori della UFOIN nel 1999), di sottoporre all'attenzione della Commissione una sua "presunta infrazione", contestata su di un Forum di discussione ufologica....>>>CONTINUA
PER NON DIMENTICARE
11 Settembre 2001 Per trovare un barlume di verità bisogna andare indietro nel tempo cercando di capire le origini, e guardando oltre l'orizzonte una luce veritiera si scorgerà. "Perchè è accaduto?" (Prossimamente su Sentinel Italia)
STRISCIA LA NOTIZIA in Camera di Commercio di Trieste - BLOG PILOTATI E CACCIA ALLE STREGHE IN ITALIA : LA QUESTIONE DELLA TARGA ENIGMATICA
Dr. Mario Zandegiacomo
Premetto, innanzitutto, che ciò di cui scriverò riguarda le vicissitudini di un’ azienda di nuovissima costituzione, aprile 2007, che si è trovata ad essere bersaglio di parte del mondo scientifico, del CICAP, di Striscia la Notizia e di un blog attivo per oltre 3 mesi, oltre che di minacce personali, per il solo fatto di possedere una tecnologia di deumidificazione delle murature assolutamente non invasiva ed adatta a grandi opere ( dunque alla totalità del patrimonio artistico italiano ed estero ) talmente innovativa, da averla portata ad un passo dalla vittoria nella Start Cup 2007, indetta dall’ Università degli studi di Trieste. Però, lo ricordiamo, sempre di un sistema di deumidificazione si tratta e non di qualcosa di strategico riguardante la difesa della Terra dagli attacchi di esseri alieni !....>>>CONTINUA


Dr. Massimo Teodorani, Ph.D.
Astrofisico
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